Il civico Michele Guerra e la sua giunta politica (di Andrea Marsiletti)

Lombatti

La qualità di una giunta si valuta dai risultati che produce, non dai nomi più o meno altisonanti e professorali delle figurine Panini che vengono presentati. Se così non fosse, il Paris Saint German, che ogni anno compra a botte di centinaia di milioni di euro calciatori in ogni ruolo, avrebbe vinto la Champions League invece di finire sempre fuori ai quarti di finale.

Per vincere bisogna segnare, ma per segnare bisogna fare goal” diceva Totò Schillaci.

In campagna elettorale il sindaco Guerra aveva promesso un “cambiamento radicale”.

E’ cambiato tutto. Cinque assessori Pd (di cui tre ex consiglieri di minoranza, tra cui il vicesindaco Lorenzo Lavagetto), Effetto Parma è evaporato passando da una giunta monocolore a un rappresentante.

Pur con un sindaco civico, civicissimo, che profuma di nuovo (anche di acerbo) come il bucato appena appeso, e la nomina di tre tecnici, è una giunta nella quale la politica si vede. Il Pd è maggioranza nell’esecutivo e in consiglio comunale, nè più nè meno di come è stato maggioranza alle elezioni, nelle medesime proporzioni volute dagli elettori. Qualcuno lo chiama Cencelli, altri democrazia rappresentativa. Qualcuno si lamenta, altri si rimettono alla giustezza della volontà popolare, l’unica sovrana.

E’ una giunta sulla quale i cosiddetti “poteri forti” e le corporazioni non hanno mai inciso così poco, quasi nulla, nulla. In questi giorni i nomi dei king maker che rimbalzavano nelle chat di whatsapp degli addetti ai lavori erano quelli di Guerra, naturalmente, Lavagetto, Bonetti, Alinovi, Bosi, Jacopozzi-Campanini, Vanolli, Liaci, Tosiani, in alcuni passaggi anche quello di Pizzarotti.

Può piacere o non piacere, è il primato della politica. E’ l’autonomia della politica. L’indipendenza della stessa.



Così come nei nomi della giunta non si vedono le mani sulla città di Bonaccini evocate dagli avversari in campagna elettorale, di cui il potente vicesindaco Lorenzo Lavagetto è tutto fuorchè un suo esecutore.

E’ nella qualità del confronto costante, in un contesto di coalizione larga, che ci sarà tra Guerra, forte del 66% dei consensi attribuitogli dagli elettori e dal peso della sua lista civica (che credo avrà inevitabilmente un destino comune con il gruppo di Effetto Parma che dovrà reinventarsi nel nuovo mondo), e il Pd, che è l’azionista di maggioranza per conto dei medesimi elettori, che si giocherà il successo dell’Amministrazione.

La città si aspetta dei risultati.

Le aspettative sono alte.

Qualcuna andrà sicuramente delusa.

E’ non aspettare niente che è terribile.

Andrea Marsiletti