“Il crocifisso non è un segnale di chiusura”

assaggiami
Lombatti

29/06/2009
h.11.00

Egregio direttore,
al fine di poter sconfessare alcune sbagliate interpretazioni da parte in particolare di una testata giornalistica, delle dichiarazioni da me rilasciate in occasione della conferenza stampa sulla proposta di Impegno per Parma di apporre nella sala del Consiglio comunale di Parma un crocefisso, Le chiedo spazio per precisare i concetti che in tale circostanza ho voluto esprimere a favore di quella proposta.
Non era infatti mia intenzione arrovellarmi in alcuna capriola semantica, ne soprattutto proclamare guerra all’oscurantismo dell’illuminismo.
Ritengo anzi quella corrente filosofica una delle più importanti della storia perché nel XVIII secolo ha ispirato la Costituzione degli Stati Uniti d’America e la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del Cittadino dell’Assemblea Nazionale Francese, primi documenti statali fondamentali che hanno riconosciuto come principi imprescindibili la libertà dell’individuo e la democrazia delle istituzioni pubbliche.
Quello che invece volevo dire a sostegno della proposta del crocefisso è in primo luogo che sarebbe un gesto simbolico per tenere lontani dalla nostra città gli effetti più deleteri del giacobinismo che ancora resistono in alcuni ambienti politici.
Dicendo questo non mi riferivo perciò ne all’illuminismo ne a tutti gli effetti del giacobinismo, perché ce ne sono
stati anche di postivi, ma quelli più oscurantisti del movimento di Robespierre e Danton che vogliono l’azzeramento totale del passato di un popolo, della sua tradizione religiosa oltre che culturale, per ripartire dall’uomo nuovo come è accaduto con effetti devastanti per la libertà degli individui e la democrazia in Unione Sovietica, in Cina ed in tanti altri paesi.
Ritengo infatti che a questo pericoloso oscurantismo e non alla laicità dello stato porta, come accade sempre di più in alcune realtà a noi vicine, il togliere dai luoghi pubblici simboli e riferimenti religiosi di fondamentale importanza per la formazione delle coscienza e della identità culturale di un popolo quale è per noi Italiani ed occidentali il crocefisso.
Inoltre, credo fermamente che questo gesto simbolico non sia per nulla un segnale di chiusura verso altre culture e religioni, ma anzi testimonia una volontà di recuperare la propria identità culturale che è la base per consentire una vera integrazione con persone di diversa cultura e religione.
Proprio infatti grazie al recupero delle proprie radici giudaico cristiane, la nostra società avrà modo di meglio valorizzare principi come la tolleranza e l’altruismo che sono stati diffusi nella civiltà occidentale grazie al cristianesimo e sono fondamentali per realizzare una vera integrazione tra i popoli.

Giuseppe Pantano
Vice Capogruppo
Impegno per Parma

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