La Scuola per l’Europa sotto i Portici del Grano

Lombatti

15/12/2009
17.30

I bambini della scuola materna e della 1a e 2a classe del ciclo primario della Scuola per l’Europa hanno cantano sotto i Portici del Grano i loro auguri di Natale.
Hanno iniziato gli alunni della scuola materna delle tre sezioni, italiana, anglofona e francofona, cantando canzoni nelle tre diverse lingue; a seguire, le classi 1a e 2a del ciclo primario hanno anch’esse proposto canzoni in italiano, francese e inglese. Erano presenti gli assessori Giovanni Paolo Bernini e Paolo Zoni.
La Scuola per l’Europa riunisce, dall’inizio dell’età scolastica fino alla soglia degli studi universitari, gli studenti di Paesi interessati alla costruzione di un’Europa unita.
Ognuno di questi allievi ha la possibilità, pur proseguendo lo studio della propria lingua materna, della letteratura e della storia nazionale con professori del proprio Paese, di acquisire fin dall’infanzia la pratica di altre lingue e godere dell’apporto delle diverse culture che formano insieme la civiltà europea.
Partecipando agli stessi giochi, raggruppati in corsi comuni, ragazzi e ragazze delle diverse lingue e nazionalità impareranno a conoscersi, a stimarsi, a vivere insieme.
Come la Scuola per l’Europa anche l’Agenzia Disabili si occupa di diversità: siamo tutti diversi, la diversità ci appartiene. La società deve prendere atto della sua complessità: cresce la consapevolezza che siamo tutti diversi, ma tutti vogliamo sentirci parte di una comunità.
Il processo educativo sui diritti delle persone disabili va inteso come promozione, e non prevenzione della violazione, di valori fondamentali su cui costruire la reale funzione educativa della scuola.
Vogliamo costruire culture e spazi adatti a tutti – afferma l’assessore Giovanni Palo Bernini indipendentemente dallo stato fisico, dall’appartenenza a una cultura o a un Paese, e modificare quella mentalità sociale che “categorizza” le persone. Insieme, vogliamo farci promotori di culture capaci di accogliere le diversità, tutte.
Questo bel momento natalizio, dove culture, lingue e religioni diverse si uniscono, è un messaggio importante che vogliamo inviare alla città di Parma, un messaggio di pace e speranza per i nostri bambini
”.