L’energia e l’entusiasmo di Margherita Graglia “contagia” tutto il popolo LGBT

Nei giorni scorsi è diventato virale un interessante video nel quale la dottoressa Margherita Graglia è stata ascoltata on line dalla II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in merito alla proposta di legge in materia di contrasto alle discriminazioni basate sull’identità di genere e sul l’orientamento sessuale.

Margherita Graglia, molto nota ed apprezzata nella nostra città, è psicoterapeuta, sessuologa e formatrice, specializzata sui temi dell’identità sessuale ed in particolare sul contrasto all’omonegativita’ sociale, anche in questa occasione è riuscita a far sintesi dei suoi studi e delle sue risultanze. In circa 8 minuti ha offerto ai Deputati membri della suddetta Commissione un panorama completo dell’attuale situazione italiana circa il rispetto e l’accettazione dell’omobitransessualita’.

La dottoressa che è coordinatrice di tanti tavoli istituzionali ha presentato i principali risultati emersi dalle ricerche delle discipline psicosociali in merito alle discriminazioni basate sull’identità sessuale.

La Graglia ha fatto presente che la sfera sessuale di una persona è parte integrante della stessa anzi è fondamentale per costruire l’identità di genere che deve essere espressa senza timori di stigmi, violenze e discriminazioni. Nella sua relazione, la nota psicoterapeuta di origine torinese, ha più volte ribadito quanto sia importante per la salute psicofisica il poter godere pienamente e liberamente dei propri diritti senza alcuna necessità di nascondere l’orientamento sessuale.

D’altronde già molti anni fa l’OMS ha dichiarato l’omosessualità una variante naturale dell’espressione affettiva e ultimamente ha derubricato la transessualità dalla classifica delle malattie sessuali. Oramai le discipline psicosociali non vanno più alla ricerca delle origini dell’omosessualità ma si preoccupano di verificare quali sono i motivi che scatenano stereotipi o violenze. Nella sua attenta analisi la dottoressa, che da anni è impegnata sul territorio emiliano, ha detto che nel nostro Paese perdurano pregiudizi, discriminazioni e violenze e che il focus dei loro studi si è spostato dall’omosessualità all’omotransfobia.

Per cogliere l’essenza di ciò basti pensare che il 62% degli omosessuali non si dichiara mai o quasi mai, il 23% si dichiara la maggior parte delle volte e solo il 15% non nasconde mai il proprio orientamento sessuale. L’Italia non è ancora uno spazio sicuro per le persone LGBTIQ+ perché prevale il timore di ritorsioni e pregiudizi. Proprio a causa di una mancanza di fiducia e di protezione da parte delle istituzioni solo il 19% delle persone omosessuali che subiscono violenza decidono di denunciare.

La Graglia, la quale ha sempre organizzato numerosi corsi di formazione ed ha partecipato a tanti progetti italiani ed europei sul tema dell’inclusione, ha detto con forza che la legislazione e le politiche italiane in tale materia sono molto indietro rispetto a quelle degli altri paesi del vecchio continente. Tale vuoto legislativo crea il terreno fertile per offese e ferite che colpiscono nel profondo le persone del mondo arcobaleno le quali temono il rifiuto di un sostegno da parte del resto della società. Così la psicoterapeuta, che è stata autrice di diversi testi sulle differenze di genere e sull’omofobia, ha insistito affinché le istituzioni favoriscano l’inclusione per evitare l’omobitransnegativita’; nel contempo ha elogiato tutte quelle istituzioni comunali e regionali che si sono mosse in tal campo creando tavoli interistituzionali in materia.

Margherita Graglia, che ha al suo attivo saggi e numerose pubblicazioni scientifiche, ha sostenuto con vigore e convinzione che la salute essendo uno stato di benessere complessivo, fisico, mentale e sociale ha bisogno non solo dell’assenza di malattia ma anche di rapporti sociali sereni con il resto della comunità; quindi ha concluso che l’omobitransfobia costituisce un ostacolo alla salute e al benessere non solo dell’individuo discriminato ma anche a quello di tutta la società. Certamente la relatrice con il suo intervento dotto ed appassionato è riuscita a far capire alla Commissione Giustizia della Camera la necessità di riconoscere alle violenze e alle discriminazioni subite dagli omobitransessuali stessa dignità e tutela delle persecuzioni subite ingiustamente da altre persone.

Ci si augura che tutto ciò serva a dare una spinta affinché sia approvata quanto prima una legge nazionale che contrasti l’omobitransnegativita’

Elvis Ronzoni e Raffaele Crispo