L’esperimento-indagine sul Movimento 5 Stelle di Jacopo Iacoboni

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Il giornalista della Stampa Jacopo Iacoboni ha fatto tappa a Parma per presentare “l’Esperimento Indagine sul Movimento 5 Stelle”.

A dialogare con l’autore Domenico Cacopardo, editorialista, e Alessandro Riccomini, Ceo di Aicod, azienda parmigiana per la comunicazione digitale. Iacoboni ha partecipato ad una iniziativa promossa da LibertàEguale Parma , associazione di cultura politica.

Il giornalista nel suo libro racconta di come, sul finire degli anni ’90, Gianroberto Casaleggio ,da analista programmatore, diventa amministratore delegato della Webegg, una piccola azienda nata da una joint venture tra l’inglese Logica e la Finsiel assorbite poi dalla Olivetti e infine da Telecom Italia. In Webegg Casaleggio studia le intranet aziendali e sperimenta con i suoi collaboratori dei momenti di confronto interni sulle strategie aziendali da seguire al fine di ottimizzare i risultati. In verità il lavoro di Casaleggio è proprio quello di pilotare delle discussioni apparentemente libere e democratiche, per farle convergere, verso una opinione predeterminata. La sua.

Secondo Iacoboni, si trattava di esperimenti di ingegneria sociale che stavano alla base di quello che poi diventerà un vero e proprio progetto politico quando, dopo aver dato vita alla Casaleggio Associati nel 2004, incontra Beppe Grillo, il big influencer con il quale nel 2007 lanciano il Vaffa day a Bologna,

L’inchiesta di Iacoboni racconta di un movimento partito dalla democrazia dal basso, ma controllato in realtà da una srl dall’alto; nato sul mito della rivolta del popolo contro il sistema e le elite è finito per incontrare lobby e costruire reti di potere. Non è un mistero che con l’avvento di Facebook e altri social, la capacità di profilare di chi vi accede, vi è un esplosione di contenuti diffusi online per condizionare e manipolare il consenso delle opinioni pubbliche. Vengono riscontrati nessi con la Brexit, e quindi quel Nigel Farage, europarlamentare ultraconservatore, che vinse il referendum per l’uscita del Regno Unito dall’UE ( oggi gli europarlamentari 5Stelle fanno parte dello stesso gruppo parlamentare di Farage ) e con Donald Trump in occasione delle elezioni presidenziali che videro uscire sconfitta Hilary Clinton.

La convinzione, sostiene l’autore, è che la nuova frontiera della politica è quella di manipolare i dati e saturare la rete e i social di messaggi e video ripetitivi, anche con fake news, per condizionare le opinioni pubbliche al fine di ottenere determinati esiti elettorali.

La stessa disintermediazione, il superamento i corpi intermedi di rappresentanza sociale e politica, a questo punto diviene una necessità per il Movimento 5 Stelle, perché secondo il loro punto di vista, il rapporto si basa tra il cittadino e la rete. Non ha caso nel governo Conte è stato istituito un ministero per la democrazia diretta che si pone l’obiettivo di una profonda riforma della Carta Costituzionale.

Il Movimento 5 Stelle che conta oltre 330 parlamentari ed è al governo del paese, con la Lega di Salvini, ora può dimostrare se riuscirà a cambiare la politica italiana. Con quali esiti lo vedremo perché ora è presto per giudicare.

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