“Progetto nuovo stadio e richieste inaccettabili”. Comitato Tardini Sostenibile: “90 anni di concessione gratuita? È una proposta indecente”. INTERVISTA

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Una iniziativa del Comitato Tardini Sostenibile

“È una proposta  indecente e devastante quella fatta da Krause al Comune di Parma e quindi a noi cittadini” questo il giudizio tranchant del Comitato Tardini Sostenibile che abbiamo sentito all’indomani della presentazione del progetto del nuovo stadio.

Cosa non vi piace dei documenti che avete potuto valutare?

Più del progetto in se quello che impressiona maggiormente – in negativo – è il fatto di cui siamo venuti a conoscenza – ribadito anche dalla consigliera comunale Roberta Roberti durante l’incontro che abbiamo organizzato il 22 giugno scorso – (visibile qui https://www.youtube.com/watch?v=rRW2pzIk1dI) – della richiesta di 90 anni di concessione gratuita per un’area a ridosso del centro storico. Novant’anni è un periodo lunghissimo che solitamente è riservato ad altri tipi di operazioni come l’edilizia popolare, le metropolitane, gli ospedali, dove c’è un interesse sociale o di assistenza, ma in questo caso si tratta dello stadio e centro commerciale dove tutto è monetizzato, dove gli utili li tiene il gruppo Krause e tutti i problemi ambientali e logistici vengono addossati ai cittadini. La nostra impressione è che sia un’operazione altamente speculativa. Gran parte del  finanziamento è a debito, i fondi arrivano da banche e investitori, Krause con questi soldi farà lo stadio e si prenderà gli utili per 90 anni e al Comune non arriverà niente. 

Arriverà lo stadio nuovo?

Sì, però ne sarà demolito uno funzionante. Abbiamo analizzato bene i documenti, sia negli aspetti progettuali che finanziari e lo riteniamo fuori da ogni senso civico. Nella relazione Illustrativa stessa si dice che lo stadio “è imponente, il più grosso edificio dell’intera città”. Riempie totalmente l’area attuale fino a ridosso delle mura di confine, lasciando attorno un percorso stretto ove hanno segnato a terra piccoli campi gioco per ragazzi. Una presa in giro per i cittadini, sono campetti farsa perché inutilizzabili: aree di cemento tra le alte mura in corten e i muri di confine. Viene sbandierato l’uso di questo immobile 365 giorni all’anno, ma il suo unico utilizzo nei giorni della settimana è quello di centro commerciale con 2500 mq. circa di spazi retail e circa 1000 riservati a bar e ristoranti. La nuova tribuna sarà un concentrato di funzioni solo per vip, affari, e business. Ci sarà la zona bronze, la silver e infine la gold. Non sappiamo quale percentuale della popolazione parmigiana potrà accedervi. E torniamo sempre al solito punto: l’esigenza della collettività che viene soddisfatta qual è? Il Comune non incassa niente perché l’area – che è valutata 3,5 milioni di euro – sarebbe concessa gratuitamente per 90 anni. E tra l’atro la società che gestirà non sarà il Parma Calcio 1913, ma una società di scopo che in teoria potrebbe essere poi ceduta. E tutto questo continua ad essere presentato come un regalo alla città, come qualcosa deciso con processo partecipativo e di cui i cittadini sono contenti. 

Come valutate la sostenibilità dell’investimento?
Imbarazzante. Il piano economico prevede che la squadra vada in serie B regolarmente una volta ogni 8 anni per 90 anni, permanendo in serie A per i rimanenti 7 anni intermedi; nel caso dovesse invece rimanere più anni in serie B, e meno in serie A, il piano sarebbe fortemente alterato in negativo. Dovranno esserci ricavi annuali per circa 6/8 milioni di euro, derivanti dal canone di utilizzo da parte del Parma Calcio, food e beverage, eventi, affitti aree commerciali, ricavi dei parcheggi, pubblicità e sponsorizzazioni tra cui i diritti di denominazione (naming rights) che potrebbero portare la “casa di tutti i tifosi” a cambiare nome più volte a seconda dello sponsor: non più Stadio Tardini dunque. Utili annuali pari a circa 2 milioni di €/anno rivalutati ogni anno per 90 anni. È un investimento con importante componente di debito e con ipotesi di rientro molto ottimistiche: quindi un’operazione finanziaria fortemente rischiosa. 

Più volte il comitato ha ribadito la questione ambientale, parlando si una spianata di cemento: vengono infatti abbattuti i tigli secolari sul fronte e sostituiti con piante in vaso.

“In relazione hanno avuto il coraggio di dire che possono rappresentare un percorso a verde per le scolaresche. L’abbattimento delle piante serve per realizzare un parcheggio interrato per 160 posti auto solo ed esclusivamente per i VIP, questo è specificato molto bene in relazione e dovrà rendere circa 300 mila €/anno, quindi sempre e tutto a pagamento. La piazza centrale che viene definita il nuovo centro di aggregazione del quartiere è in sostanza un piazzale assolato senza verde, antistante ad un’area negozi e con sotto un parcheggio.

Come giudicate il nuovo stadio dal punto di vista architettonico?

L’aspetto architettonico del nuovo stadio è inquietante, sembra un bunker in acciaio arrugginito, opaco e che non ha nulla a che vedere con la leggerezza e la trasparenza che dovrebbe avere un edificio a ridosso del viale Partigiani e del Petitot. Insomma ci chiediamo se l’architetto progettista conosca la nostra città. Non c’è alcuna idea di sviluppo della città come si può pensare di inserire un oggetto del genere nel contesto del quartiere Cittadella? E tralasciamo la triste trovata che rende la copertura ospiti “fonoassorbente” e quella di casa “riflettente” per moltiplicare il tifo casalingo e intimorire la squadra avversaria.

Quali sono i principali problemi che riscontrate?

Possiamo ricordare quelli che in questi 30 anni hanno caratterizzato il funzionamento del Tardini. A cominciare dalla sicurezza e dalla spesa pubblica per il dispiegamento di forze dell’ordine. Durante gli incontri viene bloccata l’intera area, con ripercussioni su tutta la città. Il nuovo progetto non accenna minimamente alla soluzione di questi problemi, ma si limita a demandare la gestione degli aspetti di sicurezza alle autorità una volta costruito il nuovo stadio. E poi non c’è un accenno alla soluzione delle tematiche relative a tre sentenze del TAR che hanno definito illegittimo l’ampliamento del Tardini già dagli anni 90, perché mancante delle infrastrutture necessarie per un afflusso così grande di tifosi. Ricordiamo ad esempio la mancanza dei parcheggi in adiacenza che la normativa Coni prevede.

Un altro punto critico, secondo il Comitato è legato alla scuola Pezzani Puccini

Vedendo le tavole della viabilità, viene circondata dagli ingressi dei mezzi “pesanti” e “leggeri” a servizio del centro commerciale/stadio (ingresso fornitori, mezzi di servizio…), togliendo all’istituto ogni possibilità di sfogo.  Come dire, il destino è segnato e solo in questi giorni abbiamo visto come Parma ha gli istituti scolastici i più affollati d’Italia. 

Quali saranno le prossime mosse del Comitato?

Continueremo a informare e sensibilizzare i cittadini e chiediamo che il progetto sia illustrato in assemblea pubblica. Anche perché vengono dette molte falsità e usato un linguaggio sbagliato che edulcora: per esempio si parla di restyling invece di rifacimento totale previa distruzione oppure si parla di qualificare un quartiere, ma il Cittadella è uno dei luoghi più ambiti e non ha alcun bisogno di essere riqualificato.

Tatiana Cogo