Quale autorizzazione per quella pubblicità?

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30/09/2010
h.11.50

Al Signor PRESIDENTE
del Consiglio comunale

Al Signor SINDACO
Loro Sedi

Oggetto: interpellanza relativa alla pubblicità apposta sulla struttura di cantiere del monumento a Garibaldi.

Premesso che: 
– il collocamento o l’affissione di cartelli o altri mezzi pubblicitari sugli edifici e nelle aree tutelati quali beni culturali è vietata (art. 49 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio); 
– sono beni culturali le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico e che rivestono particolare interesse quali testimonianze dell’identità e della storia del Paese nonché le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico; 
– peraltro lo specifico Regolamento comunale per la disciplina della pubblicità in centro storico all’art. 34, comma VII, stabilisce che “in centro storico è ammessa la collocazione di teli pubblicitari a copertura di ponteggi di cantiere per una durata massima di sei mesi. I teli pubblicitari devono essere di colore prevalentemente chiaro e recare, per gli edifici di interesse storico-architettonico, la restituzione fotografica/pittorica della facciata dell’immobile. Su detti teli è consentito l’inserimento di messaggio pubblicitari, di colore prevalentemente chiaro, per un superficie massima pari al 50% della superficie del telo ”; 
– la pubblicità esposta attorno al monumento pare non rispettare le prescrizioni del citato Regolamento comunale; 
– il monumento a Giuseppe Garibaldi pare avere tutti i requisiti stabiliti dalla legge per essere classificato bene culturale.

Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri,

CHIEDONO AL SINDACO
a) se la competente Soprintendenza ha eventualmente autorizzato la succitata esposizione pubblicitaria e quali eventuali provvedimenti intende assumere in caso contrario;
b) di conoscere quali eventuali autorizzazioni sono state rilasciate dagli Uffici comunali per la esposizione di pubblicità e in base a quale disposizione, tenuto conto della denunziata difformità con l’art. 34, VII comma, del Regolamento citato in premessa;
c) se, in ogni caso, sono state richieste e pagate le tasse della pubblicità.
Distinti saluti.

Parma, 30 settembre 2010
I consiglieri
Marco Ablondi
Giorgio Pagliari
Giuseppe Massari
(nella foto)

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