“Si aumentino gli organici delle scuole”

Lombatti

14/09/2009
h.18.30

Intervenire nelle situazioni di maggiore criticità con variazioni in aumento degli organici assegnati. E questa la richiesta avanzata oggi al Governo dai sindaci intervenuti alla Conferenza provinciale di coordinamento.
L’organismo che riunisce insieme i rappresentanti del mondo della scuola, dei comuni e sindacati, si è riunito oggi in Provincia, nella giornata che ha visto mobilitati tutti i territori della Regione, per discutere dell’ apertura dell’anno scolastico e valutare gli effetti delle riduzioni di organico dopo i provvedimenti del Governo.
Accanto ad una generale consapevolezza delle difficoltà da affrontare a partire da quest’anno e per i prossimi due a venire, il dato da evidenziare è che Parma e il suo territorio hanno tenuto. Grazie alla disponibilità di tutti i soggetti interessati è stato possibile mantenere tutti i presidii territoriali. E’ questo il risultato del lavoro di coordinamento condotto dalla Provincia in queste settimane dedicato a limitare i disagi soprattutto nelle aree più deboli e in montagna. Un impegno che l’Ufficio scolastico provinciale ha condiviso e che è stato possibile grazie ai sacrifici sostenuti da tutti in particolare nell’organizzazione, alla solidarietà tra territori, e facendo ricorso, in alcuni casi, a deroghe rispetto ai parametri regolamentali.
“E’ nostro dovere lavorare perché tutti abbiano tutte le risposte che è possibile dare. Insieme siamo impegnati a garantire un servizio diffuso e di qualità – ha detto il presidente della Provincia e della Conferenza Vincenzo Bernazzoli in apertura dell’incontro”.
“Abbiamo insieme con l’Ufficio scolastico provinciale tentato di salvaguardare prima di tutto i territori fragili – ha spiegato l’assessore provinciale alle Politiche scolastiche Giuseppe Romanini – Nonostante non ci saranno presidi chiusi il piano di assetto ha conseguenze pesanti su tutti i servizi, conseguenze che è giusto valutare con i sindaci di cui in questi mesi abbiamo raccolto le preoccupazioni. Oggi ci siamo dati un coordinamento di iniziative per fare in modo che insieme si possa incidere sul governo perché modifichi la situazione e prenda a cuore il tema della scuola”.
“Ci troviamo in una situazione particolare perché per la prima volta non sono state stanziate risorse nella fase di adeguamento degli organici” – ha sottolineato fra l’altro il Dirigente dell’USP Armando Acri spiegando che si tratta di risorse da sempre importanti per rispondere alle richieste rimaste vacanti sulle quali si sta attendendo l’autorizzazione da parte dell’Ufficio regionale e del Ministero.
Il quadro provinciale che studenti e famiglie si trovano davanti in queste ore è complesso: a fronte di un aumento, verificatosi anche in montagna come hanno detto i sindaci, della popolazione scolastica di 717 unità nelle scuole dell’obbligo, superiori e in quelle dell’infanzia vi saranno rispetto all’organico dell’anno precedente 132 docenti in meno e mancheranno 73 lavoratori del personale cosiddetto Ata.
La prospettiva è anche peggiore: il provvedimento del Governo del luglio 2008 e il conseguente piano programmatico prevede tagli di organici per il triennio 2009-2011: ciò significa che nel 2010 e nel 2011 ci saranno ulteriori riduzioni nel comparto scuola.
Di problemi anche dove il presidio è garantito ne rimangono aperti molti a cominciare dall’accorpamento in pluriclassi che rischiano di pregiudicare la qualità dell’offerta e quindi, per scelta stessa delle famiglie, di vanificare i tentativi di mantenere i presidii in aree fragili come la montagna. Nella scuola dell’infanzia, dove mancano 19 posti, non è stata concessa nessuna nuova sezione nonostante il forte incremento delle domande. La conseguente necessità è quella che i Comuni, pur in presenza di difficoltà di bilancio dovranno provare a sopperire a queste carenze. Nella scuola primaria mancano 33 docenti, nella secondaria di 1° grado ci saranno 190 alunni in più e nella secondaria di 2° grado servirebbero 14 docenti in più. Si aspettano risposte per la prosecuzione del progetto sul biennio di Bardi, pilota a livello nazionale, sull’insegnamento dell’inglese ancora in forse, sui corsi per adulti.
Accanto all’impegno locale è stata dunque assunta un’iniziativa verso il Governo, con un documento in cui vengono riassunti i problemi aperti e il lavoro condotto in questi anni per qualificare il sistema scolastico provinciale in cui, fra l’altro, si chiede una tempestiva modifica di atteggiamento che consenta, pur nella brevità dei tempi, di intervenire almeno nelle situazioni di maggiore criticità, con variazioni in aumento degli organici assegnati.