Stupro via Testi, Lega: “La sede del reato è ancora in mano agli antifascisti?”

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“Lo stupro di gruppo di una giovane ragazza nella sede delle Rete antifascista parmigiana per cui sono stati condannati gli autori materiali e una serie di complici che hanno coperto per anni i loro compagni, è avvenuto in uno stabile del Comune di Parma dato in gestione agli antifascisti. La vicenda del 2010 è emersa 3 anni dopo e nel 2017 sono arrivate le prime condanne. Dopo tutti questi anni pare che lo stabile comunale sia ancora in mano a questi soggetti che hanno probabilmente solo cambiato nome” – dice Emiliano Occhi, capogruppo della Lega in Consiglio comunale –

“Insospettiti dal fatto che quest’autunno nel piazzale antistante era prevista una manifestazione dei gruppi antifascisti parmigiani, abbiamo chiesto a sindaco e Giunta a chi era in uso quell’immobile. La risposta della Giunta comunale è incredibile: il Comune dice di non sapere nemmeno che quello stupro è avvenuto nei propri locali in via Testi!!! Curioso anche che dopo 8 anni si continuino a organizzare manifestazioni antifasciste nel medesimo immobile”, aggiunge Occhi.

“Auspichiamo – prosegue l’esponente del Carroccio – che il Comune lo assegni ad associazioni più degne e meritevoli e ci aspettavamo, ma non è mai troppo tardi, che il sindaco e la giunta chiedessero scusa alla ragazza violentata e alla città per la loro leggerezza sulla vicenda. Per non dire peggio…”

“Vorremmo anche sapere dal sindaco – conclude Occhi – perché il Comune di Parma non si sia costituito parte civile nel processo contro gli autori dello stupro della festa antifascista come ha invece deciso di fare in un processo simile più recente.

Questioni di marketing politico-elettorale?

Noi della Lega condanniamo la violenza ed in particolare quella sulle donne senza se e senza ma. Ci sembra invece pazzesco che chi pretende il bollino per l’utilizzo delle sedi comunali, si sia preoccupato così poco di uno stupro se a compierlo sono stati militanti antifascisti”.