Trattato sulla proibizione delle armi nucleari: il Consiglio Comunale aderisce alla campagna “Italia Ripensaci”

Parma lancia un appello affinché l’Italia sottoscriva il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari e partecipi alla Prima Conferenza degli Stati parti del Trattato, in programma il prossimo marzo a Vienna, in linea con quanto previsto dalla mozione approvata sia dal Consiglio Comunale di Parma che dal Consiglio della Provincia di Parma.  

Ne hanno parlato, questa mattina, in occasione di una conferenza stampa convocata ad hoc, Alessandro Tassi Carboni, Presidente del Consiglio Comunale, ed i consiglieri primi firmatari della mozione, Sandro Campanini (Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale), Daria Jacopozzi e Giuseppe Massari, con loro anche i consiglieri che hanno aderito al documento e lo hanno approvato ed i rappresentanti della Casa della Pace, per cui ha partecipato il Presidente Danilo Amadei, e delle associazioni coinvolte. Le associazioni che hanno fondato la Casa della Pace sono: CIAC onlus, Associazione e rivista Missione Oggi, Coordinamento pace e solidarietà odv, Comunità di servizio e accoglienza Betania odv, Gruppo Mission aps, Associazione Missionari Saveriani onlus.  La Casa della pace è aperta a nuove adesioni e altre sei  associazioni di Parma hanno già chiesto di aderire. 

Il Presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Tassi Carboni, ha dichiarato: “Ringrazio i consiglieri per i loro interventi. Siamo di fronte ad un conflitto ed il fatto che in queste ore si stiano facendo bilanci puramente numerici sulle ricadute economiche la dice lunga. Si parla spesso di quale sia il ruolo delle pubbliche amministrazioni e questa è la dimostrazione di quanto, pur nel nostro piccolo, possiamo fare in collaborazione con una rete di enti che condividono le nostre idee. La strada, forse utopica, che vogliamo tracciare deve rimanere in dono alle generazioni che verranno dopo di noi.  

Soddisfazione è stata espressa dal Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale, Sandro Campanini, che ha rimarcato: “Dalle comunità locali e dalla società civile viene l’appello a ridurre le armi, in primis quelle nucleari, e a promuovere la pace, ovunque nel mondo, ancora di più in queste ore drammatiche. Anche Parma chiede all’Italia un nuovo impegno in questa direzione, con la partecipazione alla conferenza sulle armi nucleari di Vienna e l’adesione al Trattato contro di esse. La spesa mondiale per armamenti è arrivata alla cifra record di 2000 miliardi di dollari annui e l’Italia purtroppo spenderà 8,6 miliardi in nuovi armamenti nel 2022. E’ ora di invertire questo trend”.  

Il consigliere Giuseppe Massari ha auspicato la costituzione di un assessorato alla Pace. “Un segno tangibile per un ulteriore impegno in questo senso”.  

La Consigliera Daria Jacopozzi ha sottolineato come: “lavorare sul tema degli armamenti non sia da poco. Non c’è pace senza giustizia e non si può parlare di pace preparando la guerra. Si tratta di un lavoro e di un impegno culturale e politico per proporre modelli da replicare, anche a livello nazionale, su questa tematica” 

Nei mesi scorsi, con una mozione, il Comune di Parma ha aderito alla campagna nazionale “Italia ripensarci”, promossa da Rete Italiana per il Disarmo e Campagna Senzatomica in collaborazione con Mayor for Peace Italia. Scopo della campagna è spingere l’Italia a ratificare e accogliere le prescrizioni del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari, entrato in vigore il 22 gennaio 2021, firmato finora da 86 stati e ratificato da 56 di essi.  

La sollecitazione è arrivata anche dalla campagna “Dividendo per la pace”, lanciata lo scorso dicembre da 50 scienziati internazionali, che propone di ridurre, in modo concordato fra le parti, le spese militari globali del 2% per cinque anni e di dedicare le risorse acquisite alla lotta contro le pandemie, il cambiamento climatico, la povertà e all’aiuto verso i Paesi meno sviluppati.  

L’appello lanciato dal Consiglio Comunale è volto anche alla diretta partecipazione dell’Italia al plenum, cui prenderanno parte, come osservatori, anche due Stati aderenti alla Nato, come Germania e Norvegia. Si tratta di una partecipazione auspicata a livello nazionale da diverse figure politiche (Boldrini, Delrio, De Micheli, Fassino, La Marca, Palazzotto, Quartapelle e Ehm) che hanno presentato alla Commissione Esteri della Camera un testo di Risoluzione che mira a definire a Vienna una presenza italiana, composta da Governo, Parlamento e società civile.  

Considerate i recenti avvenimenti e l’importanza che il nucleare sta riacquisendo nelle ultime settimane, si tratterebbe di un passo fondamentale per promuovere un’idea di pace, fondata sul dialogo e la diplomazia, superando la logica obsoleta della deterrenza nucleare, giocata invece sulla sfiducia reciproca.

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