Daffadà (Pd): “Sulla scuola pubblica c’è bisogno di investire non di ridurre”

«Sulla scuola pubblica c’è bisogno di investire non di ridurre».

La nuova pianificazione nazionale fa scendere da 534 a 519 le autonomie scolastiche regionali. In Assemblea regionale si è affrontato il tema del ricorso della Giunta alla Corte Costituzionale.

Matteo Daffadà:«La preoccupazione di un ridimensionamento è grande soprattutto nei Comuni di montagna: La scuola è un asse strategico di sviluppo. Noi puntiamo a valorizzare l’offerta formativa, a sostenere la scuola in tutti i suoi aspetti a partire dagli organici».

Il tema della riorganizzazione del sistema scolastico come previsto dal bilancio di previsione governativo è stato al centro di una discussione in Assemblea regionale con un Question time a risposta immediata a prima firma Francesca Marchetti, sottoscritta anche dal consigliere Matteo Daffadà e altri del gruppo PD, per riportare al centro il valore della salvaguardia e del potenziamento della scuola pubblica.

«L’incipit dell’articolato di Governo che parla espressamente di riduzione ha creato grande preoccupazione. Sulla scuola c’è sempre bisogno di investire e migliorare – commenta il consigliere Daffadà che aveva già raccolto l’appello dei sindaci dell’Appennino parmense – la politica regionale dell’Emilia Romagna va nella direzione di un ampliamento dell’offerta formativa, anche attraverso progetti innovativi che proprio in montagna spesso prendono forma. È inaccettabile che il parametro per intervenire sulla organizzazione del sistema scolastico sia il mero risparmio finanziario. È necessario invece continuare a investire e anche confrontarsi politicamente per garantire una didattica all’avanguardia per la crescita dei nostri ragazzi».



Sulla stessa linea l’intervento dell’Assessore Paola Salomoni che nella sua risposta ha ribadito: «L’obiettivo dello Stato non può essere la riduzione delle istituzioni scolastiche giustificata dal calo demografico, può esserlo piuttosto l’efficientamento. Per questo abbiamo presentato ricorso. Ci troviamo di fronte inoltre a una questione di legittimità costituzionale perché il provvedimento deciso dal Governo è lesivo delle competenze regionali in materia di dimensionamento della rete scolastica».

Dai dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale, in Emilia-Romagna la media degli studenti per istituzione scolastica è più di mille, con picchi di quasi 1.200 nelle scuole secondarie di secondo grado. La legge di bilancio stabilisce che le autonomie siano attribuite sulla base di un coefficiente, non inferiore a 900 e non superiore a mille. Secondo quanto previsto dal Governo, in Emilia-Romagna il taglio previsto sarà di 15 posizioni di dirigenti scolastici e direttori dei Servizi generali e amministrativi in tre anni.

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