I sindacati: “La nuova struttura per anziani a Fidenza potrebbe destabilizzare il sistema socio-sanitario del Distretto”

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Ormai è una pessima abitudine venire a conoscenza di importanti decisioni prese dalle Amministrazioni Comunali attraverso articoli dei quotidiani locali.

E in questo caso, se fosse confermato, è con stupore, e profonda preoccupazione che CGIL-CISL-UIL provinciali, unitamente alle rispettive categorie dei lavoratori (pubblici e privati) e dei pensionati, apprendono della scelta dell’Amministrazione Comunale di Fidenza, di autorizzare la costruzione, nel proprio territorio, di una nuova struttura privata per 100 anziani non autosufficienti, che inevitabilmente metterà in crisi l’attuale sistema dei servizi agli anziani, non della sola Fidenza, ma di tutto il Distretto, a partire dalle strutture di Noceto e S.Secondo, ad esempio, presso cui sono presenti posti accreditati per i cittadini di Fidenza.

Gli affidamenti sempre dati dall’Amministrazione in ordine alla centralità di ASP, l’azienda pubblica dei servizi alla persona del Distretto di Fidenza , con questa operazione sembrano smentiti.

L’impatto che potrebbe avere una simile struttura sul Distretto rischia di destabilizzare l’intero sistema pubblico ed influire anche sulle strutture gestite dagli altri soggetti del privato/cooperativo sociale accreditato dentro al sistema stesso.

 

Le uova di Pasqua di cioccolato, l’unico peccato di Maria Maddalena (di Andrea Marsiletti)

 

Non sappiamo se questa scelta di consentire l’insediamento di una nuova struttura privata gestita da un soggetto privato “profit”, che si pone in netta controtendenza rispetto al Piano Sociale e Sanitario della nostra Regione, sia maturata nell’ambito di una discussione e di un confronto politico tra tutti i Comuni del Distretto: sicuramente non è stata condivisa nè comunicata preventivamente con le organizzazioni sindacali nei diversi incontri fatti con l’Amministrazione Comunale, ma le Organizzazioni Sindacali non staranno semplicemente a guardare e non legittimeranno un percorso che hanno scelto altri e che sembrerebbe essere giunto purtroppo ad una fase molto avanzata, come si può desumere dagli atti (pubblici) e dai quali risulterebbe esservi già un contratto preliminare di compravendita dell’area in cui dovrebbe sorgere la nuova struttura per anziani non autosufficienti in grado di erogare servizi assistenziali continuativi nel rispetto dei parametri.

Quello che si vuol far passare come materia che riguarda il solo aspetto urbanistico ha implicazioni e ricadute di ben altro respiro, sia in ordine all’ingresso sul nostro territorio di un nuovo soggetto economico che da indiscrezioni non applicherebbe neppure Contratti Nazionali sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative e che non sarebbe nuovo a vertenze e stati di agitazione in diversi territori italiani, sia in ordine alla destrutturazione di un delicato equilibrio del sistema socio-sanitario del Distretto, con ricadute sia in termini di tenuta del sistema, che su utenza e lavoratori tutti, pubblici e privati.

CGIL-CISL e UIL si sono sempre opposte a operazioni che legittimano l’indebolimento dei servizi pubblici che, tra le varie conseguenze, alimentano i bilanci di società private e che al centro della loro mission mettono il profitto e non il bene comune e la coesione sociale.

Cgil, Cisl, Uil

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