La fede nei vaccini anti-covid era già nel cosmismo bolscevico

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“Il vaccino anti-covid 19 salverà l’Umanità dalla sua estinzione”.

Mai come in questi mesi alla scienza è stato attribuito un ruolo salvifico della stirpe umana, terrorizzata da un pandemia mondiale sempre più letale per la salute e per l’economia.

Il vaccino anti-covid è diventato così il bene più desiderato perchè connesso con la stessa sopravvivenza dell’uomo. E come tutte le cose preziose, è raro e conteso dagli Stati a suon di commesse miliardarie.

Il nuovo messiah si chiama Pfizer-BioNT e Moderna in Europa e in America, da altre parti AstraZenica, in Russia Sputnik 5.

I russi non potevano chiamare diversamente il loro vaccino. Lo Sputnik 1 fu il primo satellite mandato in orbita intorno alla Terra, lanciato dal cosmodromo sovietico di Bajkonur nel 1957.

La devozione per la scienza di oggi, infatti, ricorda quella incrollabile della corrente filosofica del Cosmismo sviluppatasi in Russia a partire dall’Opera comune di Nikolaj Fedorov (1829-1903).

I cosmisti credevano che l’Umanità, tramite la conoscenza, fosse depositaria di una potenzialità sterminata e destinata a determinare l’evoluzione cosmica, conquistando, trasformando e perfezionando l’Universo.

Per i cosmisti è la morte il principale nemico da abbattere: con i mezzi scientifici l’Umanità acquisirà il potere assoluto sulla Natura e sui disastri naturali, sconfiggerà la malattia modificando i geni dell’uomo, per arrivare all’estensione illimitata della longevità, ovvero all’immortalismo scientifico della razza umana, fino alla resurrezione dei propri antenati.

“Dio divenne uomo affinché l’uomo potesse diventare Dio”: è questa la quintessenza del cosmismo, diventare perfetti come il Padre che è nei cieli, che chiama i figli al compito della ricreazione e della resurrezione così che l’Umanità possa infine diventare essa stessa una forza celeste regolatrice.

Il cosmista Konstantin Ciolkovskij fu il padre della cosmonautica e per primo teorizzò la costruzione di navi spaziali al fine della colonizzazione dei sistemi solari. “La Terra è la culla dell’umanità, ma non si può vivere nella culla per sempre” scrisse Ciolkovskij, i cui funerali furono celebrati in una Piazza Rossa gremita di gente e di bandiere con la falce e il martello.

Il Cosmismo germogliò, per l’appunto, insieme all’altra grande rivoluzione del tempo, l’assalto al cielo del bolscevismo, ricevendo per molti anni il suo sostegno entusiastico. I due pensieri filosofici si influenzarono reciprocamente.

Il cosmista Andrej Platonov scrisse un dialogo memorabile:

“- Phrushevsky! I successi più alti della scienza renderanno capace questa di far risorgere i corpi decomposti degli uomini?

– No – disse Phrushevsky.

– Stai mentendo – obbiettò Zachev – il marxismo può fare tutto. Perché credi che Lenin giaccia a Mosca perfettamente intatto? Attende la scienza, vuole risorgere dai morti.”

Cosmista fu pure un insigne ideologo del bolscevismo come Aleksandr Bogdanov che spaziò dal comunismo all’esoterismo. Bogdanov scrisse un romanzo di fantascienza in cui il Socialismo trionfava sul pianeta Marte e gli alieni insegnavano ai terrestri come uscire dalla preistoria. Fu un esponente dei “Costruttori di Dio”, un movimento bolscevico eretico che vedeva nell’ateismo il punto di partenza e non di arrivo, per il quale Dio andava (ri)costruito dall’uomo, dal Superuomo sovietico, da una superumanità finalmente in arrivo.

Persuaso che il segreto dell’immortalità risiedesse nel sangue, Bogdanov praticò un pensiero occultista con venature sataniche che lo portò a fondare a Mosca un “Istituto per la trasfusione del sangue” per studiare la manipolazione dello stesso. Di questa pratica morì nel 1928.

Le spinte mistiche, soprannaturali e religiose del Cosmismo non passarono inosservate all’ortodossia materialista di Stalin che le bollò come reazionarie. I continui richiami alla fede e a Dio divennero incompatibili con l’ideologia del materialismo dialettico staliniano e il cosmismo venne sempre più emarginato e i suoi aperti sostenitori perseguitati.

Rimarrà in auge solo la componente più strettamente tecnica del cosmismo che glorificherà i trionfi del programma spaziale sovietico.

Già, mai tirare troppo la corda…

Andrea Marsiletti