Missione Valentina 14, Giovanni Capece di ritorno dall’Ucraina: “Questi i cambiamenti che ho notato sul campo e tra la gente”. INTERVISTA

SMA MODENA

Giovanni Capece fa parte dei volontari della parmigiana Missione Valentina che, periodicamente, dallo scoppio della guerra porta con dei furgoni beni e strumentazioni di prima necessità da Parma in Ucraina.

Qualche giorno fa è tornato a casa dall’ennesimo viaggio (Missione Valentina è arrivata a 14 spedizioni).

Lo abbiamo intervistato.

Quale tragitto avete fatto e cosa avete consegnato nell’ultima “missione Valentina”?

Il tragitto che solitamente facciamo è abbastanza consolidato: abbiamo lasciato l’Italia a Tarvisio e proseguito per Vienna, Brno e Rzeszow, in Polonia; da qui ci siamo orientati verso la dogana di Hrebenne che è sulla direttrice Lublino / Leopoli, la più lontana ma la meno tignosa burocraticamente.

In ogni missione il carico e definito sulla base di specifiche richieste che ci vengo formulate.

Questa volta ci siamo concentrati su estintori e manichette che ci sono stati chiesti per il reparto antincendio dell’esercito. Non si tratta di forniture “per” l’esercito. Come ci ha spiegato il comandate del reparto, gli interventi a favore dei civili entro i 15 km dal fronte non vengo effettuati dai vigili del fuoco ma dagli appositi reparti dell’esercito. È cosi che abbiamo consegnato al comandante 650 estintori e circa 2 km di manichette.

Agli assistiti di padre Igor e suor Giustina abbiamo portato alimenti messi a disposizione, come sempre da Barilla, Rodolfi, Galloni e da quel mondo di parmigiani e parmensi – ma anche milanesi – che ci sostengono; avevamo poi molti farmaci e presidi sanitari di primaria importanza messi a disposizione dall’AOU di Parma, così come da diversi medici e farmacie, e altri prodotti di primaria utilità.

Avete attraversato zone di guerra?

Ormai tutta l’Ucraina è zona di guerra. Rzeszow è l’aeroporto militare su cui arrivano la maggior parte degli aiuti militari della NATO. Nel territorio che va dal confine polacco verso Leopoli vi sono diverse strade presidiate che penetrano nella foresta e sono oggetto di attacchi missilistici per la presenza di depositi militari e di addestratori stranieri. Anche Leopoli è bersaglio di attacchi missilistici (è successo diverse volte durante le nostre missioni), ma gli obiettivi sono prioritariamente militari o infrastrutturali.

Dalla prima missione Valentina del 2022 all’ultima quali cambiamenti avete notato sul campo, nelle considerazioni del popolo ucraino, nelle misure di sicurezza, nelle aspettative della gente?

Le sensazioni sono personali. Io, diversamente da Luigi Alfieri e Andrea Pelosi, che hanno realizzato la prima missione a inizio marzo, ho partecipato a Valentina 2, la prima che è entrata in territorio ucraino il 1 aprile del 2022. In quell’occasione il territorio era più militarizzato, quasi ad attendersi che i russi sbucassero da ogni angolo. Da questo punto di vista c’è stato un ribaltamento, oggi ti accorgi che il sistema dei controlli è finalizzato a non fare uscire dalle frontiere piuttosto che alla difesa da un’aggressione via terra. Dico via terra perché questa volta ho notato una maggiore protezione dagli attacchi aerei attorno ai siti militari, ai palazzi strategici e ai monumenti: griglie, sacchi di sabbia, impalcature protettive sono presenti in maniera più evidente di sempre.

L’umore degli ucraini segue le aspettative e l’andamento della guerra. Parlare di diplomazia un tempo era tabù, l’idea di riprendere i territori del 1991 è tuttora presente ma la disponibilità a rinunciarvi per trovare una via d’uscita è sempre più diffusa nella popolazione.

Certo, Leopoli è distante dal fronte e gli effetti della guerra sono mitigati, il nazionalismo lì è forte e lo noti dalle numerose bandiere rosse e nere che sventolano sulle tombe del cimitero militare. L’aspettativa di una rinascita la noti anche da una certo vigore urbanistico con la costruzione di palazzi e quartieri nuovi, quasi la città volesse candidarsi a un nuovo ruolo.

L’impressione è che da qualche mese Zelensky persegua di più un accordo rispetto a prima. E’ una impressione corretta?

Zelensky ha capito che il sostegno degli Stati Uniti sta per venire meno e che la UE può essere un sostegno economico ma non militare. Ha necessità di trovare una via di uscita ma anche quella di non essere soverchiato dai nazionalisti ucraini che questa guerra non voglio terminarla, così come da una certa impostazione anglosassone che vede in questo conflitto un modo per erodere la capacità militare russa.



Secondo te come e quando finirà questa guerra?

Questa guerra finirà quando Putin avrà la certezza che non vi sarà più nessun tentativo di chiudere in un angolo la Russia. In questo momento i russi non si fidano della parola dell’Occidente che ha sempre dimostrato di siglare gli accordi con lo scopo di prendere tempo per aumentare la propria influenza militare.

Andrea Marsiletti