
La trattazione da parte degli organi di stampa e comunicazione di fa di cronaca nera ha pervaso l’interesse dei lettori e del pubblico al punto da essere parte della quotidianità delle persone essere informate, sino al dettaglio, dei fatti di sangue.
Questo fenomeno, benché non giustificato rispetto al passato sotto il profilo dei da statistici che riguardano i fatti della “nera” sono divenuti oramai un vero e proprio costume.
Il Garante dei Diritti delle persone sottoposte a misure restrittive e limitative della libertà personale presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ritiene necessario ricordare che il diritto di cronaca ha limiti precisi che trovano il loro senso nello stabilire un confine tra il dovere di informare i cittadini e la tutela dei diritti delle persone per le quali l’Autorità Giudiziaria ha emesso provvedimento che limita la loro libertà.
A tal fine il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, nel 2013, fermo restando il diritto di cronaca in ordine ai fatti ed alle responsabilità, ha adottato la cosiddetta Carta di Milano, con la quale si invita ad osservare la massima attenzione nel trattare informazioni che coinvolgono cittadini sottoposti a misure limitative della libertà o nella fase del loro reinserimento nella società.
La Carta di Milano richiama i dettami deontologici presenti nella Carta dei doveri del giornalista riconfermando il dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità e di non discriminare nessuno per razza, religione, sesso, condizioni fisiche e mentali e opinioni politiche sottolineando inoltre la necessità di avere la massima attenzione nel trattamento di notizie che riguardano carceri, detenuti o ex detenuti.
Nello specifico mi riferisco a quanto pubblicato dalla Gazzetta di Parma in data 16 gennaio 2025 nell’articolo dal titolo Chiara è tornata a vivere nella ‘casa degli orrori’, articolo accompagnato da una fotografia che riprende una persona posta agli arresti domiciliari (pertanto detenuta) all’interno della sua abitazione privata.
L’articolo ha scatenato le reazioni del pubblico e dei lettori. Nei social della Gazzetta di Parma è possibile leggere centinaia di frasi di offesa, dileggio, rabbia e con chiari contenuti violenti al punto che pare evidente l’effetto moltiplicatore della fotografia che accompagna l’articolo.
Ritengo che l’immagine pubblicata, che nulla aggiunge al contenuto dell’articolo, comporti il superamento del diritto di cronaca rappresentando una cittadina in ambito privato nel corso dell’esecuzione di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Si deve infine ricordare che la persona in questione è al momento indagata e detentrice di diritti inviolabili e che i provvedimenti ai quali è sottoposta sono provvisori in attesa di una decisione da parte dei giudici competenti circa il percorso giudiziario che verrà deciso.
Roberto Cavalieri
Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà persona