Una banda armata rapina l’ufficio postale di Pontetaro. Rainieri: “Più misure di sicurezza”

Una scena da film!

Questa mattina una banda di tre persone, con tanto di armi in mano, ha assaltato l’ufficio postale di Pontetaro.

I ladri sono scappati con la refurtiva.

La direttrice dell’ufficio è stata colta da malore.


“Le rapine agli uffici postali, specie quelli dei centri abitati medi e piccoli che sono più facilmente attaccabili come quello di Ponte Taro, non sono purtroppo un problema nuovo e non lo si risolve chiudendoli ma potenziandovi le misure di sicurezza”. Questo il commento che ha rilasciato il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, a seguito della violenta rapina dell’ufficio postale di Ponte Taro.

“Come Gruppo Lega in Regione Emilia-Romagna, avevamo già insistito in passato perché Poste Italiane Spa migliorasse le misure dirette a disincentivare le rapine nei suoi uffici postali. Ora riproporremo all’attenzione di Assemblea e Giunta regionale quella risoluzione – ha proseguito il Consigliere reginale leghista – Certo che occorrerebbe un maggiore contrasto alla criminalità che parta dall’avere quella certezza della pena che in Italia spesso manca e dà ai criminali quella sensazione di impunità che li sprona a delinquere. Ed è da sempre impegno della Lega far scontare veramente le pene ai condannati. Ma è anche vero che lo Stato non può fare tutto da solo per cui devono essere le stesse aziende a migliorare la propria sicurezza, soprattutto perché hanno il dovere principale di tutelare i loro dipendenti.

Vale infatti la pena valutare che mentre sono diminuite le rapine in banca (- 50 % nei primi 9 mesi del 2018 in Emilia-Romagna), di pari passo, con il potenziamento delle misure di sicurezza da parte degli istituti di credito, stanno aumentando quelle agli uffici postali. Solo che la soluzione non può essere quella di chiuderli tanto più perché essi, specie nelle realtà piccole, svolgono funzioni sociali ed economiche, dando ai cittadini soprattutto anziani, servizi sostitutivi rispetto a quelli delle banche che in quelle stesse realtà non sono presenti o se ne stanno andando”.