INTERVISTA 2 – Pietro Vignali: “Realizzare alcune infrastrutture è indispensabile per Parma. Ma non ci sono solo i cantieri…”

Nella prima parte dell’intervista pubblicata nei giorni scorsi l’ex sindaco di Parma, Pietro Vignali, ha commentato l’attualità politica (LEGGI: Vignali: “Il populismo ha peggiorato la politica. Auspico un’alleanza tra i moderati”). In questa seconda e ultima parte esprime alcune valutazioni sul presente e sul futuro della città di Parma.

Quali differenze riscontri tra la tua Amministrazione e quella del sindaco Pizzarotti? Cosa di meglio e di peggio ha fatto Pizzarotti rispetto a te?

Non voglio dare giudizi sull’Amministrazione Pizzarotti. Tantomeno da ex sindaco. Non è mio compito, non sono in Consiglio comunale a fargli opposizione, al momento non svolgo alcun ruolo politico.

Ciò premesso, posso offrire stimoli, da osservatore esterno.

Valuto alcune iniziative dell’Amministrazione Pizzarotti in modo positivo.

Penso, ad esempio, all’aumento della percentuale della raccolta differenziata. Noi avevamo già iniziato un percorso di raccolta spinta in tutte le frazioni che ci aveva portato al 75%. Bisogna porre molta attenzione all’igiene e al decoro. Quando ero sindaco avevo creato “le sentinelle verdi” che giravano per la città a fotografare i problemi (paletti e segnali storti, marciapiedi divelti, scritte abusive sui muri pubblici e privati, ecc.) che poi, tramite un servizio di global service, venivano risolti.

Bene anche Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21, anche se credo manchi all’interno del programma un evento di grande livello, come era stata la mostra del Correggio che organizzò la mia Amministrazione (oppure la mostra del Parmigianino che realizzò Ubaldi) e portò a Parma una media di 4.000 visitati paganti al giorno per 16 settimane consecutive. Fu la mostra più visitata d’Italia. Avrei mantenuto il festival della Poesia, che nel mese di giugno invadeva le piazze della città contaminando la poesia con la danza, la musica, la letteratura.

Bene anche l’idea di puntare sulla gastronomia, sebbene mi pare manchi il tassello di un Polo della ricerca e della formazione nel campo dell’agroalimentare che coinvolga l’Efsa.

Cosa non va oggi a Parma?

Parma dovrebbe riprendere un percorso nelle infrastrutture.

L’ultima grande infrastruttura realizzata è stata la complanare, che inaugurai io. Tra l’altro essa fu pensata per poi essere raddoppiata. Non per nulla il ponte sulla complanare è stato previsto a 4 corsie. Anche l’innesto con l’autostrada andava migliorato. Si tratta di interventi fondamentali, come ha dimostra la decisione del Mecspe di abbandonare le Fiere di Parma per i problemi legati alla viabilità.

Andrebbero costruite infrastrutture alternative alla via Emilia nella zona est della città, come è stato fatto a ovest con il prolungamento della tangenziale di Parma fino a Castelguelfo (opera che ha liberato il tratto Parma-Fidenza della via Emilia, prima completamente bloccato al mattino e alla sera in un senso di marcia). Presentai all’allora ministro Matteoli un progetto di completamento della tangenziale di Parma che prevedeva un tunnel sotto all’ex quartiere Salamini prima di riconnettersi con la tangenziale che va verso il Campus. Oggi, dal Dadaumpa fino alla rotatoria successiva, c’è un tratto di via Emilia che è utilizzata anche come tangenziale e ciò determina ingorghi. Inoltre bisognerebbe realizzare anche a est una via Emilia Bis, connettendo le varie tangenziali già presenti a Parma, Sant’Ilario e Reggio Emilia.

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Qual è la tua opinione sull’Alta Velocità?

Condivido l’idea di costruire una stazione AV a Baganzola. Se alla fine questo obiettivo risultasse non raggiungibile, si potrebbe pensare a un collegamento ferroviario o a una complanare/strada-veloce che colleghino l’aeroporto di Parma, la Stazione di Parma e la Stazione Mediopadana di Reggio.

La situazione attuale è molto penalizzante per Parma. Reggio Emilia è collegata col mondo (15 minuti per Bologna, 30 minuti per Firenze, 40 minuti per Milano) e grazie alla stazione AV vi risiedono persone che lavorano a Milano, perchè impiegano meno tempo ad arrivare nel centro di Milano da Reggio Emilia con l’AV che dalla periferia di Milano. Parma, in confronto a Reggio Emilia, sembra trovarsi a Canicatti.

Poi c’è il tema della Pontremolese, di cui ottenni il primo finanziamento al Cipe (alla riunione partecipò per qualche minuto anche Berlusconi) tra Parma e Vicofertile. Negli anni successivi questo progetto si perse.

Bisognerebbe ripensare il sistema dei parcheggi. Abbiamo realizzato i parcheggi scambiatori, ma essi andrebbero utilizzati a servizio per chi va in centro storico utilizzando le navette. Oggi mi pare che i parcheggi scambiatori siano diventati zone di scambio di auto con auto, magari per salire sulla macchina di un amico per poi andare in autostrada. Col biglietto del parcheggio scambiatore si dovrebbe salire su una navetta che vada direttamente in centro, senza fare soste intermedie come un autobus, altrimenti le persone non sono incentivate a lasciare lì la macchina.

Per rivitalizzare il centro storico e il suo commercio bisogna realizzare un parcheggio sotterraneo da 400 posti. Non serve togliere le Ztl, perchè ciò creerebbe lunghe file di auto in via Mazzini e il via Repubblica che poi andrebbero a cercare parcheggi che ormai non trovano più neppure i residenti. Tutte le grandi città europee hanno risolto il problema in questo modo: grandi parcheggi sotto i centri storici (“No parking, no business”) e parcheggi scambiatori nelle periferie.

Solo “Città Cantiere”, ancora?

No, c’è il tema della famiglia che avevamo sostenuto con il quoziente familiare, una riforma fiscale che andrebbe adottata a livello nazionale.

Poi i temi delle periferie (dove c’è una contaminazione molto difficile), del degrado e della sicurezza. Qui deve intervenire la Polizia Municipale, perchè Carabinieri e Polizia non riescono a farcela, dovendosi occupare di macro-criminalità. In alcune aree a rischio della città avevamo organizzato dei presidi fissi composti da Polizia municipale ed esercito, anche di notte con camionette e fari accesi. Ricevemmo il plauso di tanti Comitati di Quartiere. Sul tema dell’immigrazione vanno bene i respingimenti e le limitazioni all’entrata, ma in modo pragmatico bisogna anche gestire chi è già qui, sui nostri marciapiedi e senza lavoro. E’ da pensare qualche forma di integrazione, perchè non possiamo chiudere gli occhi e far finta che il problema non esista.

In pratica mi hai declinato un programma elettorale…

No, non scherziamo! Sono solo degli stimoli di chi in questi anni, pur non avendo più fatto politica, ha continuato a osservare la città.

Andrea Marsiletti