INTERVISTA – Andrea Bui: “Potere al Popolo parteciperà alle comunali di Parma per offrire un’idea alternativa di città”

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Lombatti

Verso le comunali di Parma – A Parma non c’è solo la sinistra di Michele Vanolli (leggi intervista) e Caterina Bonetti (leggi intervista)… c’è anche quella decisamente più marcata di Potere al Popolo.

Abbiamo intervistato il coordinatore di Potere al Popolo Parma, Andrea Bui, in vista delle comunali di Parma 2022.

Qual è la storia di Potere al Popolo?

Potere al Popolo nasce partecipando alle elezioni politiche del 2018. Aderì al progetto anche Rifondazione comunista, per poi uscirne, evidentemente considerando quell’esperienza solo un passaggio elettorale. Altre forze, invece, hanno voluto creare un vero e proprio soggetto politico organizzato a sinistra con una visione della società diversa da quella appiattita sul profitto, che partisse dal basso.

Una caratteristica di Potere al Popolo è il mutualismo. Faccio un esempio: durante la pandemia abbiamo messo in piede una struttura chiamata “supporto popolare” che ha consegnato cassette dalla spesa a famiglie bisognose, appoggiandoci a produttori locali e quindi cercando di non riattivare il circolo della grande distribuzione dell’agroalimentare industriale. E’ stato un progetto ci ha consentito di vedere sacche di disagio nella nostra città molto importanti, a partire dal problema abitativo.

Potere al Popolo cerca di andare oltre la mera azione di solidarietà e di dare a essa un significato politico: trasformare in istanza politica dei problemi personali. Crediamo che il grosso problema della nostra società sia quello di trasformare l’insuccesso economico e l’indigenza in una colpa personale. Ma così non è, non sono un problema individuale ma collettivo. E solo collettivamente si trovano le soluzioni.


“Dopo le prime scaramucce con l’Upi, il sindaco Pizzarotti è andato a ricreare le stesse dinamiche delle giunte d centrodestra nel rapporto con gli industriali di Parma.”


Ti ho conosciuto quando conducevi la battaglia del comitato “Stop Metro” contro le amministrazioni di centrodestra sulla metropolitana. Che giudizio esprimi sulle successive Amministrazioni, quelle Pizzarotti?

L’Amministrazione Pizzarotti andò al governo della città a seguito del verificarsi di una situazione straordinaria determinata dalla caduta della giunta Vignali e dalla mobilitazione sotto i portici del Grano. All’inizio c’erano grandi aspettative sui fronti del debito e ambientale (lasciamo stare la questione dell’inceneritore!); la città non avrebbe più dovuto appiattirsi sui voleri dell’Unione Parmense degli Industriali o in generale dei settori sociali più forti, ma quantomeno guardare alla società nel suo complesso. Dopo le prime scaramucce con l’Upi, Pizzarotti è andato a ricreare le stesse dinamiche del passato. Lo ha fatto in modo meno smaccato rispetto al centrodestra. La scelta dell’aeroporto cargo va proprio in questa direzione, così come non creare una strategia alternativa a quella delle grandi opere e concentrazioni commerciali o affidare il benessere collettivo al buon andamento delle grandi industrie presenti sul territorio. Nei servizi sociali gestiti dal Comune sono le logiche contabili a determinare i cambiamenti. C’è stata una linea di continuità anche nella ricerca dell’immagine più che della sostanza.

Quale amministrazione quindi dovrebbe avere Parma?

La crisi ambientale si sta saldando con quella sociale. L’amministrazione comunale dovrebbe iniziare a pensare a mettere in equilibrio gli squilibri che genera l’economia, non incoraggiare l’economia a provocare degli squilibri nella speranza che un domani la ricchezza goccioli dall’alto e che qualcuna goccia possa arrivare a noi. Il lavoro è stato espunto dal dibattito politico. Siamo consci il Comune non abbia grandi competenze in materia ma sappiamo quanto sia importante esprimere un orientamento. C’è poi la tragedia dei morti sul lavoro, determinata da un’organizzazione del lavoro che mira solo al profitto e mentre lo fa schiaccia le persone che producono la ricchezza.

Vi presenterete alle elezioni comunali di Parma 2022?

Crediamo sia importante dare ai cittadini la possibilità di scegliere un modello diverso di politica e di pensare alla cosa pubblica. Il centrodestra e il centrosinistra sono d’accordo su quali debbano essere le principali linee di sviluppo… basta vedere quello che succede in Regione rispetto alle politiche della grandi opere sostenute anche dalla Lega. E’ necessario cambiare decisamente strada, mettendo davanti la ridistribuzione della ricchezza e realizzando una vera transizione ecologica attraverso un ingente piano pubblico. Non è sufficiente che le imprese tinteggino di verde i muri delle fabbriche.

Pensiamo quindi sia importante partecipare alle elezioni comunali di Parma con una nostra lista, non da soli. Su queste basi sarebbe importante trovare una convergenza con altri che vogliano esprimere un’idea di città differente e alternativa. Siamo disposti a provarci con umiltà.

Andrea Marsiletti

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