Fli: “Dubbi sul quoziente Parma”

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02/01/2012
h.14.40

La politica personalistica che ha contraddistinto gli ultimi anni di governo sia nazionale che locale ha spesso portato gli amministratori a giocare con i debiti invece di produrre utili.
Compito del Commissario è quello di traghettare la macchina comunale verso una gestione limpida, trasparente e possibilmente con i conti in ordine. La giusta direzione intrapresa a Parma è stata quella di azzerare i vertici delle società partecipate, passo necessario per razionalizzare e ristrutturare il debito e per avere fin da subito una chiara linea d’azione. Ancor più apprezzabile è stato il gesto di chiedere le dimissioni degli amministratori di queste società, anche se ad oggi solo alcuni le hanno rassegnate.
All’interno della scatola cinese lasciata dall’amministrazione Vignali, sono emersi anche i buchi che portano alle difficoltà di realizzazione della scuola europea, per la quale il Commissario ha già coinvolto il Governo per far fronte alle difficoltà economiche e per mantenere gli accordi internazionali da rispettare.
Per finire, il Quoziente Parma, un costo di circa 3 milioni di euro per il Comune, per il mantenimento del quale si rinuncia ad altre cose: occorre seriamente valutare insieme alle associazioni se questo sia davvero uno strumento che tutela chi ha minori disponibilità economiche. Il Quoziente va infatti ad incidere positivamente su chi ha più figli, anche nel caso in cui si possieda un reddito alto, lasciando così a bocca asciutta chi ha soltanto un figlio e non ha reddito.
Sarà dunque lodevole un’azione che destini parte di queste risorse alle famiglie più in difficoltà.

Antonio Rozzi
Coordinatore provinciale Futuro e Libertà
 
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Signor Direttore,
il ventilato taglio da parte del Comune di Parma del Quaziente Famigliare o Quoziente Parma si sta rivelando una “provvidenziale” e importante occasione per riportare al centro del dibattito cittadino, in vista della elezione del nuovo Sindaco, la Famiglia.
Eh, già. Molti se l’erano scordata. Si sta proprio parlando di Quoziente Famigliare, ossia il sistema per calcolare tasse e tariffe comunali in base al numero dei figli o dei componenti e carichi famigliari.
La famiglia, la grande dimenticata!
E per rispolverare la memoria di tutti, candidati, partiti ed elettori, ho deciso di prendere carta e penna, o meglio, mouse e computer.
Voglio fare una domanda ai candidati sindaci, al di là di ogni possibile appartenenza o banale strumentalizzazione di partito: qual è la vostra posizione riguardo il Quoziente Parma?
Parliamone. Va sospeso, abolito, confermato, esteso?
Ognuno si assuma la sua responsabilità di fronte agli elettori e alla città che si vuole amministrare.
Per quanto mi riguarda reputo fondamentale agire in direzione del mantenimento dell’attuale quoziente famigliare comunale e un gravissimo errore abolirlo. Parma é stato un importantissimo laboratorio nazionale di politiche famigliari e il suo capitale sociale e di esperienza diretta “sul campo”, frutto del contributo moltissime associazioni, non può andare perso ma deve essere conservato e semmai esteso.

Glauco Santi

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