“Il Movimento 5 Stelle voterà 4 Sì ai referendum”

07/06/2011

Intervista a Marco Bosi, esponente del Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it di Parma.

Qual è la posizione del Movimento 5 Stelle sui referendum del 12-13 giugno? Su quali, in particolare, siete più impegnati?
Noi del “Movimento 5 Stelle” abbiamo sempre sostenuto la democrazia diretta che trova applicazione nell’uso dei referendum. Ciò nonostante il quorum di validità del 50% più uno (caso unico al mondo) contraddica l’elementare principio di tutte le democrazie “chi partecipa decide”, mai il contrario.
I temi referendari sono la nostra politica. Crediamo fermamente nei 4 Sì e lo diciamo da sempre, non da quando il Sì è diventato popolare, come fanno alcuni partiti.

Perché il Sì ai referendum sulla cosiddetta “privatizzazione dell’acqua”?
L’acqua deve ritornare subito un bene comune per due ragioni. La prima è di tipo etico: non si può considerare l’acqua una merce su cui speculare bensì un diritto che deve essere garantito dallo Stato, non da una SpA. La seconda motivazione è di tipo economico. Dove si è privatizzato le bollette sono aumentate fino al 300% come a Frosinone.

Per quanto riguarda il nucleare, perché voterai sì?
Le motivazioni per votare Sì ed abrogare il nucleare sarebbero infinite. Il rischio incidente è reale e i recenti accadimenti ne sono la prova. Il problema scorie è fondamentale. Ricordo ai lettori solo l’esempio di Caorso dove le scorie sono sempre rimaste in un sito “temporaneo” e quindi non sicuro. Il terzo aspetto è economico. Con le centrali nucleari a guadagnare dalla produzione di energia sarà sempre la solita élite. Con le rinnovabili, invece, possiamo creare una nuova piccola industria che va a dare lavoro a tanti piccoli imprenditori. La Germania, modello di industrializzazione, ha annunciato che spegnerà l’ultima centrale nel 2022… noi vorremmo accenderla proprio in quegli anni. Lungimiranti noi o loro?

Infine il quesito sul legittimo impedimento.
Credo che a riguardo ci sia ben poco da discutere. Chi conosce un minimo la Costituzione sa che quella è una legge che va contro i fondamenti della nostra giurisdizione oltre che alla nostra morale. Gli italiani hanno capito che è l’ennesimo tentativo di usare la politica per risolvere guai personali. Siamo stanchi di questa politica.
Siamo impegnati su tutti e 4 i quesiti anche se il quarto riguarda gli affari personali di un politico, mentre gli altri tre (due dell’acqua e uno sul nucleare) riguarderanno tutti noi e la nostra vita anche quando quel politico non ci sarà più.

Il Movimento 5 Stelle cresce sempre di più, soprattutto in Emilia Romagna. A Salsomaggiore e a Sala Baganza siete arrivati al 7% e al 10% ed avete eletto in entrambi i comuni un consigliere comunale. Per quali principali motivazioni credi che la gente vi voti?
Semplice, perchè la gente è stanca di votare tappandosi il naso, è stanca di votare il meno peggio.
Ti posso dire perchè scelsi io di votare il movimento la prima volta un anno fa alle regionali: perchè il movimento non ha paura di fare comizi in mezzo alla gente, perchè non ha paura di schierarsi su temi importanti, perchè ha la decenza di non candidare persone con una condanna definitiva, perchè ha scelto di togliere i soldi dalla politica facendola diventare quello che dovrebbe essere ossia passione disinteressata.
Qualcuno si ostina a dire che prendiamo voti di protesta o peggio ancora che rubiamo i voti. Credono che i voti siano di proprietà dei partiti e non hanno ancora capito che il voto dato al movimento è un voto consapevole, un voto di partecipazione.
La cosa più gratificante che mi sono sentito dire e che ho letto in diversi commenti da quando faccio parte del movimento è questa: “per la prima volta sono felice di aver votato. Sento di non aver votato contro qualcuno, ma per qualcuno”. Chi ci accusa di essere protesta è proprio chi basa la campagna elettorale contro l’altro invece che per qualcosa di nuovo.

Siete antitetici a Berlusconi (per ragioni stranote) ma lo siete anche al centrosinistra. Perchè il “PD è il PDL – elle”?
Provo a riassumerti il concetto in due ragioni principali.
La prima è di programma. Spesso veniamo accomunati al centrosinistra come provenienza ideologica. Io non so se gli altri attivisti del movimento votassero a destra o sinistra, so però che nel movimento ho trovato un confronto sano, senza stereotipi ideologici che spesso portano gli elettori a tifare per una o l’altra parte senza valutare in modo autonomo i programmi. Le idee che maturiamo sono prima di tutto idee di buon senso e non mi interessa etichettarle di destra o sinistra perchè questa etichetta non accrescerebbe il loro valore.
Ma se analizziamo i programmi ci rendiamo conto che destra e sinistra hanno spesso programmi fin troppo simili e quando in un sistema bipolare i due schieramenti hanno programmi che vanno quasi a coincidere di fatto si annulla la possibilità di scegliere delle persone. Noi quindi cerchiamo di proporre qualcosa di nuovo in tutti i campi. Dall’energia, ai rifiuti, all’economia, all’istruzione, alla mobilità.
L’altra ragione e nostra vera novità sono la concezione della politica che è opposta a quella di PD e PDL. Noi crediamo che la democrazia non possa ridursi a votare un partito ogni cinque anni senza che questi non debbano rendere conto di ciò che fanno. Per questo stiamo cercando di introdurre nuovi metodi di democrazia diretta e abbiamo il coraggio di rimettere il mandato agli elettori ogni sei mesi.
Il PD che tanto sbandiera il conflitto di interessi del presidente del consiglio ha avuto due anni per fare una legge adeguata e non l’ha fatto. Poteva togliere i vitalizi e non l’ha fatto… poteva bocciare lo scudo fiscale se fosse stato in aula ma con i suoi 22 assenti non l’ha fatto. Per questo è il PDmenoL.

Il Movimento 5 stelle vive e trae il suo consenso soprattutto sul web. Pensi l’informazione online sia già ora più incisiva ed importante di quella cartacea?
Non so se lo sia già ora, so però che la sta mettendo in crisi.
L’informazione online, quindi sia i giornali sia i blog, stanno portando una concorrenza ai giornali che gli impedisce di oligopolizzare l’informazione. Io sono molto felice di questa rivoluzione perchè una persona che ha tanti punti di vista da cui valutare è una persona che può farsi un’idea più matura e completa. Questo però credo sia ancora un momento di passaggio in cui per una generazione come la mia l’informazione online ha già preso il sopravvento sulla cartacea, ma perchè questa trasformazione sia intergenerazionale si dovrà attendere qualche anno.

Presenterete una vostra lista autonoma alle prossime elezioni comunali di Parma?
Assolutamente sì. Sarà un grosso impegno perchè noi non siamo professionisti della politica e come sapete non prendiamo i finanziamenti pubblici avendo noi rinunciato ai rimborsi elettorali. Ma non potevamo deludere le migliaia di persone che l’anno scorso ci hanno dato fiducia alle regionali.
Passato il referendum ci butteremo a capofitto nei lavori per la lista comunale.

Vi candiderete per fare che cosa di diverso da quello fatto da Vignali e che farebbe il centrosinistra?
Senza scendere nei dettagli del programma che è ancora in fase di progettazione posso anticipare che noi faremo una diversa politica sia da quanto fatto da Vignali sia da quanto farebbe il centrosinistra.
E’ di questi giorni un rapporto della Commissione Europea in cui Parma è ai primi posti in Europa come cementificazione del suolo. Questo non è più tollerabile e la nostra politica è molto più attenta allo sfruttamento del suolo. Non è tollerabile neppure la gestione di servizi pubblici come l’istruzione da parte di SpA (vedi Parmazerosei) e noi ci impegniamo per far sì che questi servizi tornino ad essere interamente pubblici. Non accettiamo questa gestione finanziaria creativa della giunta che rischia di compromettere definitivamente il nostro Comune e ci impegniamo a valutare la sostenibilità economica dei progetti in modo serio, senza pensare a quanti voti ci porti il progetto in questione.
Infine non è possibile che ci siano Comuni che senza grandi investimenti riescano ad arrivare al 90% di raccolta differenziata e un comune come Parma non vada oltre il 45%: ci impegniamo perciò per far salire questa quota al livello delle eccellenze italiane rendendo così inutile l’inceneritore voluto da entrambi gli schieramenti.
Chiudo invitando i tuoi lettori a leggere il nostro programma non appena lo pubblicheremo in modo da far vedere anche ai più scettici che il Movimento 5 Stelle non è protesta, ma è proposta.

Andrea Marsiletti

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