Il pacco

Lombatti

15/11/2010

Io non so se ci stiano tutti rendendo conto di quello che succedendo in merito alla crescita spaventosa dei costi di costruzione dell’inceneritore di Parma, il cui importo è salito in un solo anno da 132 a 171 milioni… fino a 216 a discrezione di Iren. E siamo solo all’inizio del cantiere…
Il tutto nell’indifferenza o, meglio, con la copertura del ceto politico locale, la cui colpa è ancora più grave se si considera che Iren sta costruendo questo impianto senza avere vinto una gara d’appalto che definisse il prezzo di mercato dell’opera e che questi costi saranno ripagati dai cittadini attraverso le tariffe, quindi con soldi pubblici.
Ma tutti tacciono…
Il tema è sempre lo stesso: il Piano Economico e Finanziario dell’inceneritore che la multiutility si rifiuta di fornire ai cittadini arrivando persino a mettere per iscritto che esso neppure esiste!!!!
Ma andiamo per ordine. Penso sia utile per i lettori fare una breve cronistoria di questo fantomatico Piano, riportando in allegato tutte le evidenze.
1) Nel giugno 2010 richiedo e sollecito la Dott.ssa Selina Xerra, direttore delle Relazioni esterne Enia Spa (clicca qui), per avere copia del Piano Economico e Finanziario, alla luce della delibera del Consiglio Comunale di Parma del 31/03/2006 con la quale “Enia si obbliga a riconoscere ai cittadini il diritto di accesso relativamente a tutti gli atti riguardanti il termovalorizzatore”.
2) Mi risponde il direttore Affari Legali e Societari di Enia Dr. Massimiliano Abramo che comunica che non è possibile prendere visione di quel documento poiché “Enia, in quanto società quotata in Borsa, è sottoposta a rigide regole di pubblicità dei propri atti e documenti: la legge (Regolamento emittenti di Consob e Testo unico della Finanza) infatti disciplina le modalità di comunicazione al pubblico” (clicca qui). A quel punto ricerco la normativa sopra citata. Si tratta di leggi composte da centinaia di articoli e decine di allegati. Pertanto chiedo mi siano esplicitati gli specifici articoli che costringono alla segretazione del documento (clicca qui); il Dr Abramo risponde in modo beffardo e arrogante, o meglio, evade furbescamente la domanda, sostenendo che “ad un esperto come Lei non sarà sfuggito che stiamo parlando di società quotata e che tutto l’impianto normativo di riferimento è improntato alla salvaguardia della parità di condizioni di accesso alle informazioni disponibili da parte del mercato e degli investitori” (clicca qui). In pratica, il Piano esiste ma ci sarebbe un’imprecisata normativa (di cui si rifiuta di citare gli articoli) che impedirebbe la sua diffusione.
3) Non demordo e risollecito. In data 12 ottobre l’amministratore delegato di Iren Andrea Viero mi scrive: “Egr. Dott. Marsiletti, …. il Piano economico finanziario del progetto potrà essere reso pubblico solo previa approvazione dei competenti organi societari(clicca qui per leggere la risposta integrale). Viero, pertanto, sostiene l’esatto opposto del suo collega Abramo, ovvero che il documento sarebbe sicuramente diffuso se solo esistesse! Sì, ci vogliono fare credere che le banche avrebbero finanziato un inceneritore che, insieme al teleriscaldamento, superarà i 315 milioni di euro senza un Piano di rientro dell’investimento approvato! Una risposta allucinante, tragicomica, ammesso che essa sia legalmente ammissibile trattandosi di soldi pubblici.
4) Così veniamo ai giorni d’oggi. Qualche giorno fa in Consiglio comunale di Parma l’assessore all’ambiente Cristina Sassi rivela di avere chiesto alla Provincia spiegazioni sull’incremento dei costi, di fatto chiamandosi fuori dalla partita.
Il giorno dopo le risponde sui giornali l’assessore all’ambiente della Provincia Giancarlo Castellani sostenendo che loro non c’erano nulla col cantiere e che è il Comune a dover fornire le informazioni essendo socio di Iren.
Pazzesco! Nessuno sa nulla, nessuno si interessa, tutti guardano dall’altra parte.
Se alla fine a pagare non fossero i cittadini ci sarebbe quasi da ridere nel leggere questa storia, ma in realtà, purtroppo, la vicenda è serissima e c’è da rimanere inquietati e indignati. Chi sta controllando questa crescita dei costi a tutela delle tasche dei cittadini, con quali competenze, con quali perizie tecniche?
Ci sono omissioni, complicità, responsabilità da parte di qualcuno?
A questo punto non ci rimane che sperare che sia la magistratura a fare chiarezza su questo pacco che stanno confezionando per i parmigiani. 
Non trovo davvero altra parola, se non “pacco”, per riassumere questa vergogna!

                                                                                       Andrea Marsiletti


Fantozzi & Loris Batacchi, capo ufficio pacchi!!!!

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