Iotti: “L’intesa tra la Regione ER e quella cinese dello Shandong è una grande opportunità per le nostre imprese”

Massimo Iotti

Il consigliere regionale Massimo Iotti (Pd) è intervenuto in aula in Consiglio regionale a Bologna come relatore di maggioranza sull’intesa di collaborazione tra la Regione Emilia Romagna e la Regione cinese dello Shandong, una delle più dinamiche e ricche della Cina.

Questo il suo intervento:

“Faccio seguito al lavoro di commissione, spendendo considerazioni aggiuntive per questo provvedimento, perché non passi sottotono.
L’Intesa di Collaborazione rappresenta un’occasione di crescita per le imprese emiliano-romagnole e il sistema regionale della ricerca, esportando anche saperi e innovazione, e un opportunità di attrarre investimenti nei nostri territori.
La Regione Emilia-Romagna rafforza la propria collaborazione con la Provincia dello Shandong, la seconda più popolosa della Cina con quasi 100 milioni di abitanti ( ricordo che la Germania ne ha 83 l Italia intera 60) e un area che, con un tasso di crescita nel 2018 ancora attorno al 7% è una delle più industrializzate della gigante asiatico della “terra di mezzo”, con un’ampia disponibilità di risorse e una presenza significativa di imprese private, che la pongono al quarto posto fra le provincie più attrattive per gli investimenti italiani.
Il pre-accordo che ora ratifichiamo, già sottoscritto nella sede della Regione, tra il presidente Stefano Bonaccini e l’allora importante governatore dello Shandong, Gong Zheng, ora Sindaco-governatore di Shangai, di fatto terza carica dello Stato, dà tutta la misura dell’autorevolezza dell’Intesa ora ufficiale.
L’intesa di fatto apre la strada per estendere le collaborazioni intraprese finora in ambito industriale anche ai settori del commercio, agricoltura, istruzione e turismo e pone le basi per nuovi progetti, iniziative strategiche e investimenti da condividere nell’ambito della formula di un accordo bilaterale, con il vaglio del governo nazionale, focalizzato in particolare su ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico.
L’obiettivo reciproco è quello di diventare partner stabili, di procedere con un ulteriore passo avanti rafforzando l’attuale collaborazione, già positiva.
L’Emilia-Romagna punta sulla propria forza tecnologica, grazie alla rete dei tecnopoli, sull’alta qualità delle risorse umane e su investimenti importanti nelle infrastrutture del territorio.
Internazionalizzazione e rapporti con le aree europee e mondiali più innovative permangono nell’immediato futuro leve fondamentali con le quali sostenere sia le nostre aziende nei mercati esteri sia, appunto, chi voglia investire qui, sapendo che per noi l’obiettivo è uno: creare sviluppo per creare buona occupazione.
L’intesa mostra quanto il governo della nostra Regione voglia puntare sui rapporti con la Repubblica Popolare Cinese che potranno rafforzarsi tra la Provincia dello Shandong e l’Emilia-Romagna con un grande rapporto di amicizia e di collaborazione commerciale.
Partiamo da esperienze industriali rivelatesi finora efficaci. La cinese Tianjin Lovol Heavy Industry Co. Ltd che ha investito su Arbos, azienda emiliana che produce macchine agricole, lanciando già nel 2018 una gamma di trattori di alta potenza e sviluppando attrezzature all’avanguardia nel campo della semina di precisione. E ancora, l’investimento di Weichai Group nel Gruppo Ferretti, che ha consentito alla società nautica di rimanere in Italia e ritornare protagonista nel mercato europeo.
Ma voglio qui evidenziare il peso strategico e il rilevante potenziale della Provincia dello Shandong: Jinan, capitale della provincia (7,5 mil.ab.) città storica antichissima capitale amministrativa ed economica, l’enorme polo produttivo di Quindao, che ospita il colosso dell industria elettrodomestica (gruppo Haier, che di recente ha acquisito lo storico gruppo italiano Candy) e cito solo questo esempio tra tanti.
Inoltre evidenzio l’importanza del porto di Quindao (città di 9 mil. Di abitanti): è il 7° al mondo, 3° in China, con 350 mil. di ton. movimentate che assieme all’hub aggregato di Yantai (78 mil. ton. Dal 1988 zona economica aperta) rappresenta un aggregato di straordinario peso strategico nella movimentazione di merci via mare. (ricordo che Genova a stento raggiunge i 55 mil.ton. Trieste 62 Livorno 36 e Ravenna nell anno negativo 2019 26 mil.ton.) .
Trieste, e in prospettiva il Porto Regionale di Ravenna, possono diventare i terminal via mare della Belt and Road Initiative – (la nuova “via della seta”) che termina nell’Adriatico, finanziata e sostenuta dalla Banca Asiatica d’Investimento per Infrastrutture ( di cui l Italia è membro).
Ma lo Shandong non è solo apparato produttivo e ricchezza diffusa, è la culla della millenaria cultura cinese ospitando località storiche tra le più famose per i significati filosofici legati alla memoria ereditaria confuciana, significati che hanno originato un pensiero originale di filosofia etica, determinante per lo sviluppo della cultura cinese.
Oltre a questo lo Shandong è sicuramente il territorio cinese, per clima latitudine e consumi agroalimentari, il più simile all’Italia. 6 giorni fa, nel presentare il Work Report nella seduta plenaria del Parlamento Cinese (Assemblea Nazionale del Popolo) , il premier Li Keqiang, ha messo al primo punto del nuovo piano di programmazione e sviluppo il decollo dell’asset principale rappresentato dalla Belt and Road Initiative, come detto “la nuova via della seta” per terra e via mare, rilanciando il progetto e parlando esplicitamente, forse per la prima volta, di “qualità” dell’iniziativa con più esatta ri-calibrazione dei fondi.
Con l emergenza COVID gli assetti mondiali si stanno riconfigurando, il citato Work Report parla di contrasto alla disoccupazione, difesa delle PMI, programma di sostegno con garanzie di finanziamento per l enorme programma di opere infrastrutturali, risorse dirottate su enti locali, emissione 128 miliardi di euro in titoli di stato per far fronte all’epidemia e al suo impatto sull’economia, riduzione aliquote fiscali con tagli fiscali nelle entrate per 64 miliardi di euro, vantaggi complessivi per le imprese pari a 320 miliardi di euro (2500 miliardi di yuan), emissione di 482 miliardi di euro (3750 mld yuan) per speciali titoli di stato locali, investimenti in conto capitale per progetti e investimenti nel bilancio del governo centrale (77 miliardi di euro -600 mld yuan).
Un fiume di risorse ( 1.000 miliardi di euro, per avere un paragone il recovery fund EU prevede 750 mld.euro – tutti aggiuntivi agli strumenti comuni già avviati – e di questi 170 mld. solo per l’Italia) per la prima volta esplicitamente rivolti anche a “nuovi tipi di infrastrutture” cioè reti di informazione di prossima generazione in grado di competere e vincere le prossime sfide tecnologiche.
In questi dati c’è tutta la misura delle sfide difficili che ci aspettano in termini di ripresa e di competizione sui mercati, che coinvolgono il sistema produttivo emiliano-romagnolo e la nostra competitività sui mercati globali esteri.
Ma appare al contempo anche evidente tutto il potenziale nello sviluppo di intese e accordi che possano operare su scambi in ricerca innovazione e trasferimento tecnologico.
E in ogni caso è più che opportuno cogliere ogni occasione per restare agganciati ad una delle prime economie globali, quella cinese, in primis per le nostre imprese regionali che ben sanno quanto pesano rapporti istituzionali bilaterali consolidati nelle relazioni industriali.
Noi possiamo mettere sul piatto una carta unica a livello Europeo da giocare: il primato del 70% della potenza di calcolo italiana, capitale del supercalcolo e della gestione dei big data, con il data center del Centro Meteo Europeo e il supercomputer del progetto comunitario EURO HPC nel tecnopolo di Bologna, una scommessa vinta come sappiamo capace di attrarre investimenti per oltre un miliardo di euro (tra fondi pubblici, privati e comunitari). Tutto questo oltre ad un sistema di 7 atenei, nell ambito della Food and Motor Valley.
Siamo uno dei pochi luoghi al mondo in grado di attrarre, grazie ad un sistema locale fortemente connesso, l’intera comunità scientifica dei ricercatori attorno ai “big data”.
L’Europa da Bologna, dall’Emilia Romagna lancia la sfida agli altri grandi hub mondiali della ricerca, in primis Silicon Valley e East Coast Cinese.
Una sfida competitiva che può operare nelle relazioni e negli scambi per un comune interesse di sviluppo tra istituzioni scientifiche globali e investimenti in nuove tecnologie.
Un importante risultato quindi per la Giunta regionale a supporto del sistema produttivo e industriale regionale, per cui esprimere soddisfazione e riconoscere i meriti per un lavoro proficuo sul piano delle relazioni internazionali, assolutamente da non sottovalutare ma anzi da implementare e far funzionare al meglio.”

Replica finale con dichiarazione di voto:
Auspico che il Gruppo di Lavoro previsto dall’Intesa, da costituire da parte della Giunta, consideri questo non un semplice accordo formale, ma al contrario che si ponga obiettivi concreti da raggiungere. A tal fine lo stesso Tavolo di lavoro, potrebbe operare supportato, con modalità da definire, da un interfaccia in grado di tenere collegamenti sia con la commissione referente che con i gruppi consigliari.