“Non va corretto il cristianesimo ma i cristiani”

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29/09/2010

Nato nel 1974, bolognese di origine, Francesco Agnoli è docente di materie umanistiche in un liceo di Trento e penna per l’Avvenire, Il Foglio e Il Timone.
Impegnato da anni in un lavoro di ricerca, divulgazione e confutazione delle teorie laiciste dalla storia della Chiesa, autore di «Storia dell’aborto nel mondo», «Dio questo sconosciuto», «Chiesa sesso e morale» e «Perché non possiamo essere atei», è stato ospite della Parrocchia Francescana nella cornice dei festeggiamenti per il 50esimo anniversario di fondazione.

Professor Agnoli, qual è il succo dell’incontro?
Ripercorrere la storia della chiesa per far vedere come il cristianesimo sia accusato da sempre di essere fuori tempo, un’accusa che oggi raggiunge il suo apice.
Però i fatti dimostrano che le ideologie che lo hanno accusato sono tutte morte mentre il cristianesimo sopravvive.

Può fare degli esempi?
Nell’Ottocento il positivismo diceva che la scienza avrebbe spiegato tutto e il cristianesimo sarebbe sparito, così Hitler nei suoi «Colloqui a tavola» ne ipotizzava la fine e così i comunisti hanno detto che una volta eliminate le disuguaglianze l’oppio dei popoli sarebbe sparito, mentre il nostro si è dimostrato l’unico ideale che dura da duemila anni.
Molto strano per una strana istituzione, la Chiesa, formata da persone sterili che hanno più continuità degli Asburgo e di tutte le casate regnanti, è un dato di fatto.

Che lato della medaglia vuole guardare? Bello o brutto?
Una persona che osservi la storia della chiesa, senza soffermarsi sulle miserie di Tizio, Caio e Sempronio non vede solo un disegno positivo, ma l’unico disegno positivo di tutta la storia dell’umanità.
Pensiamo solo agli ospedali, che nel mondo precristiano non c’erano: anche dove oggi il cristianesimo non è vincente come in Asia e in India sono stati portati dai missionari. Chi è che in India ha portato l’eliminazione del rogo delle vedove? Chi ha creato gli orfanatrofi?

Qualcosa da sistemare però c’è…
Non c’è qualcosa da mettere a posto nel cristianesimo ma nel cristiano, perché non esiste un cristiano adeguato al Vangelo e non esiste solo il cristiano per definizione, esistono tante persone che non ne hanno coscienza, tanti seguono solo la legge del cuore della buona volontà e sono cristiani in pectore.

Ammetterà che la Chiesa ora è piuttosto «martoriata»…
Dall’esterno e dall’interno: non dimentichiamo che per catturare Gesù hanno usato Giuda, i nemici esterni hanno sempre bisogno dei nemici interni e certo non si può negare che la Chiesa oggi sia in crisi, soprattutto di fede. Ma non è in crisi per i preti pedofili, che basterebbe un po’ di serietà per capire che sono una cosa terribile, datata agli anni Sessanta Settanta, momento in cui la pedofilia è stata emergente in tutta la società, il vero problema è la crisi di fede che si vede nella liturgia, nel decoro della Chiesa.

Colpa dei sacerdoti?
La figura sacerdotale può riempire il vuoto di una rinuncia alla famiglia solo con una grande fede: se questa fede tende a diventare sempre più tiepida come oggi non si riesce a sostenere il grande ideale che c’è all’origine.
Se il mondo non è più cristiano è perché c’è un allontanamento da Cristo soprattutto da parte dei cristiani.

Davvero?
Sì, sono i cristiani stessi che dovrebbero cambiare passo. Nella realtà di tutti i giorni, di insegnante cattolico, cristiano, vedo che i ragazzi sono assolutamente recettivi al cristianesimo ma non incontrano nella loro vita molte esperienze positive, penso a Trento e centinaia di alunni che ho avuto con slanci, forti interessi, e non li hanno coltivato perché non hanno trovato sacerdoti carismatici, che donassero la loro vita a loro come un insegnante che ha famiglia non può fare.

Gioventù abbandonata?
Sicuramente la gioventù oggi viene trascurata, a volte si trattano i ragazzi come dei bambini tra disegni e disegnetti mentre mi dicono che hanno delle domande importanti. Si ha paura del confronto con il mondo, ci sono esigenze nuove, dobbiamo presentare il cattolicesimo per quello che è, senza addolcirlo nè cambiarlo perchè poi confrontato con la realtà questo buonismo non sta in piedi, c’è bisogno di qualcosa di più.

I libri possono essere una delle cure?
I libri hanno una funzione molto marginale, scrivo perché nasce da mia esperienza di insegnante, dove la ragione va incarnata nella realtà. Penso al mio ultimo libro, Indagine sul cristianesimo: chi lo legge difficilmente può non accettare che il cristianesimo ha rinnovato il mondo, quasi tutto ciò che c’è di bello viene da lì e non penso solo all’arte, questo già ti toglie un pregiudizio.

                                                                                                    FM

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