Ospedale Vecchio, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

14/01/2009
h.16.30

Con la sentenza del Consiglio di Stato, che accoglie l’appello del Comune di Parma contro la decisione del Tar, si conclude la complessa vicenda giudiziaria amministrativa che ha coinvolto l’Ospedale Vecchio.
L’ultimo atto, appunto, quello datato oggi, 14 gennaio, in cui il Consiglio di Stato oltre ad accogliere le tesi del Comune, rappresentato dagli avvocati Giorgio Cugurra e Salvatore Romano, condanna la controparte al pagamento delle spese dei due gradi di giudizio quantificate in 20mila euro.
La controparte si chiama, innanzitutto, Italia Nostra capofila del ricorso contro la decisione del Comune di Parma di promuovere la riqualificazione del monumento di via D’Azeglio attraverso lo strumento del project financing.
Strumento illecito per il Tar, lecito invece per il Consiglio di Stato che quattro mesi dopo la sentenza con cui aveva smentito il Tribunale amministrativo relativamente al ricorso presentato da Monumenta, anch’essa contraria al project financing, replica la sentenza mettendo così la parola fine agli impedimenti giudiziari che hanno bloccato i lavori dell’opera.
La notizia più importante – sostiene il sindaco Pietro Vignali è che si può riprendere il processo di riqualificazione dell’Ospedale Vecchio per riconsegnare ai parmigiani un bene straordinario e alla città un nuovo motore culturale.
Un recupero di parti e di spazi affascinanti, su tutti la crociera e la sottocrociera opere meravigliose che finalmente saranno messe a disposizione della città e dei suoi visitatori.
Questa è una grande notizia anche per l’Oltretorrente: impensabile la sua rinascita senza il suo monumento più importante e rappresentativo, che non diventerà solo simbolo di bellezza ma anche di vitalità culturale in ambiti che tradizionalmente vedono Parma all’avanguardia, dal cinema alla letteratura, dalla grafica alla tipografia, che grazie a personaggi come Bodoni ha avuto nella nostra città un luogo di crescita
”.
In attesa delle motivazioni della sentenza sono molto dure le parole del vicesindaco Paolo Buzzi che se da una parte parla di soddisfazione, “in quanto l’impostazione del Comune per la riqualificazione viene ritenuta legittima”, dall’altra esprime “amarezza per il distorto utilizzo dello strumento giudiziario che ha causato più di quattro anni di ritardi per il recupero di un monumento importante per la vitalità dell’Oltretorrente e di Parma. La domanda a questo punto – si chiede il vicesindaco – è chi risarcirà i cittadini del tempo perso e di buona parte delle spese legali.
Attendiamo le motivazioni della sentenza per capire quale utilizzo fare della finanza di progetto per la riqualificazione del patrimonio immobiliare culturale e storico dell’Ospedale Vecchio
”.
Il presidente del Consiglio Elvio Ubaldi prende atto con piacere della sentenza che conferma la correttezza della strada intrapresa dal Comune: “Credo che affermi un principio di valore generale ed esemplare in quanto prevede il concorso dei privati nel recupero di beni monumentali. Spero ora – conclude Ubaldi – che una certa sinistra e certi ambienti culturali non solo prendano atto della sentenza ma vogliano rivedere le loro idee riguardo le tutele dei beni culturali”.
Il progetto – L’intervento di riqualificazione dell’Ospedale Vecchio, dal costo di circa 25 milioni di euro, intende ripristinare una struttura, probabilmente la più prestigiosa dell’Oltretorrente, oggi in stato di degrado. Si intende infatti recuperare gli spazi originari, proponendo un complesso che consenta a chi visita o a chi utilizza la struttura di godere di spazi, oggi preclusi da usi impropri e non consoni al monumento stesso.
Parma è stata la città di diversi personaggi della cultura in ambito letterario, tipografico e cinematografico: Giovanbattista Bodoni, Giovannino Guareschi, i Bertolucci. Le idee, la sperimentazione e le opere che ne sono scaturite hanno innescato, sotto varie forme, l’interesse per le arti grafiche e per le professioni che si riconducono alla fotografia e al cinema.
Da qui è nata l’idea dell’Amministrazione comunale di ridare il giusto valore espositivo alle opere raccolte e quindi creare una Cittadella della carta e del Cinema”. Le funzioni insediate e la loro collocazione all’interno del complesso sono state condivise con il Ministero dei Beni culturali e le competenti Soprintendenze locali.

CRONISTORIA OSPEDALE VECCHIO – Nel 2001 l’Amministrazione comunale bandì un concorso di idee per la riqualificazione di alcune strutture della città, fra cui l’Ospedale Vecchio. Da questo concorso fu selezionato un progetto da cui vennero tratteggiate le linee guida per l’offerta di un promotore, che realizzasse l’opera in concessione di costruzione e gestione.
A fronte di questo invito nel dicembre 2003 arrivarono tre proposte: fu selezionata quella dell’Ati Pizzarotti-Foglia. Nel marzo 2005 il progetto preliminare venne sottoposto al Comitato tecnico-scientifico del Ministero per i Beni e le Attività economiche.
Nel maggio 2005, a seguito di un ricorso amministrativo presentato nel luglio 2004 da parte dell’Associazione Monumenta, venne concessa dal Tar la sospensiva al progetto. La decisione fu replicata alcune settimane dopo per un altro ricorso con capofila l’Associazione Italia Nostra.
Nell’autunno 2005 l’Amministrazione diede l’incarico all’Università di Parma per la redazione del documento di analisi storico-critico dell’ex Ospedale Vecchio. Questa analisi terminò nel gennaio 2006 e, nello stesso mese, fu inoltrata al comitato tecnico-scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Contestualmente fu richiesta all’Associazione temporanea d’impresa proponente di adeguare il progetto preliminare in base alle risultanze del documento di Analisi Storico Critica, mantenendo invariato il piano economico finanziario originario.
Nel marzo 2006 l’Ati presentò al responsabile di procedimento il progetto preliminare e, pochi giorni dopo, l’Amministrazione comunale venne convocata a Roma dal Comitato tecnico scientifico, per essere ascoltata in merito al documento di Analisi Storico Critica e per l’illustrazione del nuovo progetto preliminare. Nel settembre 2006 si svolse un incontro, sempre a Roma, con la direzione generale Archivi per valutare una ridistribuzione generale di tutti gli archivi presenti a Parma.
A novembre 2006 fu trasmessa al responsabile di procedimento la copia del verbale della seduta del Comitato tecnico-scientifico e, alla fine del medesimo mese, la Sovrintendenza per i beni architettonici stabilì l’ammissibilità del progetto e richiesto che, in sede definitiva ed esecutiva, fossero accolti gli approfondimenti promossi dal Comitato. Richieste della Soprintendenza che tuttavia non alterano l’impostazione originaria della proposta.
Quindi, sulla base del parere reso dal Comitato tecnico scientifico, può riprendere il percorso di approvazione del project financing della “Cittadella della Carta e del Cinema”. A riguardo il Responsabile di procedimento nel febbraio 2007 aveva notificato all’Ati il parere del Comitato tecnico scientifico. L’Associazione temporanea d’impresa a sua volta ha rivisitato gli elaborati secondo le migliorie richieste dall’Amministrazione comunale, senza modificare il piano economico finanziario avanzato nel dicembre 2003.
Arriviamo al settembre 2008 con il Consiglio di Stato che annulla la sentenza del Tar a favore di Monumenta: l’organo di secondo grado ha ritenuto inammissibile il ricorso dell’associazione. Quattro mesi dopo la decisione ha riguardato l’appello del Comune contro la sentenza a favore di Italia Nostra.