Vanolli (Pd): “Introdurre il salario minimo”

“Il lavoro negli ultimi vent’anni è stato oggetto di trasformazioni epocali che lo hanno cambiato in profondità”, afferma in una nota Michele Vanolli, candidato della coalizione di centrosinistra alla Camera dei Deputati nel collegio Uninominale Emilia Romagna 02, “nonostante ciò, il lavoro resta un presupposto fondante della nostra democrazia, come previsto dall’art. 1 della nostra Costituzione”.

“In Italia c’è una grande questione salariale che oggi è ulteriormente aggravata dall’inflazione e dall’aumento dei prezzi dell’energia elettrica.”, si legge nella nota, “le retribuzioni dei lavoratori italiani sono tra le più basse d’Europa e c’è una grande diffusione di “lavoro povero”, oltre ai grandi divari occupazioni territoriali, di genere e di età”.

“Il lavoro è uno dei pilastri del programma del Partito Democratico per le elezioni politiche del 25 settembre, in particolare nel campo delle politiche attive, della lotta al precariato e al lavoro nero”, prosegue Vanolli, “Nel nostro programma è poi prevista una legge che riconosca il valore legale, esteso a tutti, del trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali di categoria firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e ciò anche per debellare il fenomeno dei “contratti pirata”.

Occorre inoltre introdurre un salario minimo contrattuale nei settori a più alta incidenza di povertà lavorativa, anche perché non coperti da alcun contratto collettivo, con una soglia da quantificarsi di concerto con le parti sociali e che rispetti quanto stabilito dalla direttiva europea approvata a giugno. Oltre a ciò sarà comunque necessario quanto prima procedere al rinnovo dei contratti collettivi scaduti”.

“L’introduzione di un salario minimo”, conclude Vanolli, “andrebbe in aiuto di quei lavoratori già particolarmente provati dai bassi salari e dal precariato e ridurrebbe l’impatto negativo causato dall’inflazione e dall’aumento delle bollette”.