Abolizione RdC e introduzione Assegno di Inclusione, CGIL: “Anche a Parma ancora molte le incertezze”

La conversione in legge del Decreto lavoro abolisce il Reddito di Cittadinanza in modo definitivo, proponendo, a contrasto della povertà, misure che, sostituendo il carattere universale del RDC, dividono le persone in difficoltà economica in categorie, non basate sulla situazione reale ma sullo stato di famiglia e sulla occupabilità dei suoi membri.

Il RDC, oggi abolito, è stato uno strumento che, prima della pandemia, ha di fatto ridotto la povertà in questo paese e che durante e dopo la pandemia ha contribuito al contenimento della povertà in un momento particolarmente delicato.

In Italia sono circa 500 mila i nuclei famigliari, oltre 800 mila persone, in condizione di bisogno che percepiscono il RDC, che si troveranno escluse dal nuovo sostegno e saranno lasciate sole.

Queste persone, nell’ultima settimana di luglio, hanno ricevuto dall’INPS un SMS nel quale si preannunciava loro la sospensione del sussidio dal 1° agosto, in quanto considerate “occupabili”, dal momento che, come previsto dalla nuova normativa appena entrata in vigore, non hanno nel proprio nucleo famigliare componenti disabili, minori o over 65 anni.

Da un primo confronto con il Comune di Parma e con la Responsabile dei Centri per l’impiego regionali è emersa, ad oggi, una situazione incerta sulle modalità per ottenere l’Assegno di Inclusione. Si è evidenziato inoltre che la sospensione del RDC, per Parma e Provincia, coinvolge 560 nuclei famigliari, numero destinato ad aumentare nei prossimi mesi.

 

La battaglia finale sui cargo di Parma nell’Apocalisse di Giovanni (di Andrea Marsiletti)

 

I Servizi sociali e i Centri per l’impiego saranno i luoghi della presa in carico, dopo l’iscrizione telematica, dei nuclei e dei loro componenti, ma le modalità operative per poter accedere ai nuovi strumenti che il Decreto Lavoro ha istituito non sono ad oggi disponibili, vista la mancanza dei Decreti attuativi, che sono in fase di stesura ma che non vedranno compimento prima di settembre.

Secondo CGIL e FP CGIL Parma, il decreto lavoro individua strumenti ineguali, Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro, per una uguale condizione di bisogno economico, col risultato che, da subito, circa 500 mila famiglie che percepiscono il RDC ne saranno private in ragione non della loro reale condizione di bisogno, ma in ragione della composizione del loro nucleo famigliare. Inoltre non si considera l’esistenza del lavoro povero, di chi pur lavorando in condizioni di precarietà ha i requisiti economici richiesti ma non le condizioni famigliari e quindi rimarrà escluso.

La situazione di grande incertezza per il proprio futuro di molte famiglie già provate da povertà e fragilità associate a mancanza di notizie certe su come e se poter accedere ai nuovi strumenti proposti dal Decreto, rischiano di far deflagrare rabbia e disperazione difficilmente governabili.

Il delicatissimo ruolo dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego è previsto ad “invarianza finanziaria”, quindi senza risorse aggiuntive. Ruolo che oggi li espone per primi e per i quali il sindacato chiede da tempo il superamento dei vincoli di spesa con un piano straordinario di assunzioni che sostituisca il tournover e potenzi i servizi per riuscire a dare le giuste risposte ai cittadini.

Auspicando che quanto prima vengano presentate chiare direttive e strumenti attuativi di quanto previsto dal decreto lavoro, CGIL e FP CGIL territoriali, anche grazie all’impegno e alla preziosa collaborazione del Comune di Parma e del Centro per l’Impiego Regionale, si predispongono ad attivarsi per mettere tali informazioni tempestivamente a disposizione dei tanti concittadini, lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati che oggi versano in condizioni di insicurezza e difficoltà, per permettere loro di capire come affrontare un futuro oggi decisamente incerto