Al Festival della Pace un incontro sulla ratifica da parte dell’Italia del trattato ONU contro le armi nucleari

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All’interno del Festival della pace, il 21 novembre, dalle ore 17.30 nel Palazzo del Governatore in piazza Garibaldi 19, si terrà un importante incontro sul tema dello smantellamento degli arsenali delle diverse nazioni, urgentissimo nel nostro tempo soprattutto per quanto riguarda gli armamenti nucleari, per invertire la continua corsa al riarmo e avviare nuovi dialoghi e decisioni operative per il disarmo a partire dalle armi di distruzione di massa che hanno effetti devastanti sulle persone e l’ambiente e sono duraturi nel tempo (come hanno dimostrato le bombe su Hiroshima e Nagasaki, oltre a tutti gli esperimenti compiuti in tante parti del pianeta Terra).

L’incontro vedrà la partecipazione del professor Antonio D’Aloia, che presenterà la pubblicazione degli Atti del seminario dello scorso anno, dal titolo “Le armi nucleari e distruzione di massa sono incompatibili con la nostra Costituzione”, l’Onorevole Paolo Ciani che aggiornerà su quanto fatto e proposto in Parlamento per arrivare alla ratifica del Trattato ONU, e Francesco Vignarca, coordinatore della campagna nazionale “Italia ripensaci” e autore del libro “Disarmo nucleare”. Coordinerà l’incontro Carlo Cefaloni, redattore della rivista Città nuova, promotore della Campagna “per un’economia disarmata”, recentemente insignito della Colomba d’oro per l’informazione di pace.

Nell’occasione sarà possibile conoscere e sottoscrivere la lettera di adesione alla denuncia contro le armi nucleari in Italia depositata alla Procura presso il Tribunale di Roma il 2 ottobre 2023 da un gruppo di giuristi, avvocati e rappresentanti di associazioni per la pace e il disarmo (prima firmataria Laila Simoncelli, avvocata, responsabile del servizio “Diritti umani e giustizia” della Comunità Papa Giovanni XXIII, e della Campagna per il Ministero della pace).

 

† Terra Santa 11 – Il Santo Sepolcro, il luogo più sacro del mondo (di Andrea Marsiletti)

 

Il 17 luglio del 2017, nell’Assemblea generale dell’ONU, 122 Paesi hanno dichiarato illegale le armi nucleari, non solo per il loro uso ma anche per la loro produzione e il loro possesso, dopo una lunga campagna internazionale che ha coinvolto moltissime associazioni, coordinate dall’Ican (Premio Nobel per la pace 2017).

Il 22 gennaio 2021 il Trattato dell’Onu è entrato in vigore con il raggiungimento di 50 ratifiche da parte di altrettanti Parlamenti. Ad oggi sono 77 i Paesi del mondo che lo hanno ratificato ed altri 15 hanno avviato l’iter parlamentare.

Purtroppo la ratifica non è ancora avvenuta da parte dei Paesi che producono, possiedono o hanno sul loro territorio armi nucleari, tra questi anche l’Italia.

Fin dalla sua costituzione la Casa della pace di Parma si è posta la finalità di contribuire alla campagna “Italia ripensaci”, affinché anche il nostro Paese ratifichi il Trattato dell’Onu. Sono state così raccolte nel corso del 2021 migliaia di firme e alcuni Consigli comunali della nostra provincia, tra cui per primo quello di Parma, hanno deliberato il sostegno alla proposta da inviare al Parlamento.

Le guerre in corso e la ripresa della minaccia dell’uso delle armi nucleari, la ricerca e l’avvio della produzione di nuove armi di “deterrenza” nucleare, l’uso di proiettili ad uranio impoverito, la sospensione dei tavoli degli accordi per arrivare ad almeno una riduzione delle armi presenti oggi, rendono questa lotta di civiltà e di rispetto del diritto internazionale ancora più urgente.

Accanto alle ormai migliaia di adesioni alla campagna “Italia ripensaci” anche molte associazioni cattoliche, seguendo gli appelli al disarmo da Papa Giovanni XXIII a Papa Francesco, continuano con costanza a fare pressione sul Parlamento italiano perché avvii un percorso per la ratifica del Trattato ONU e sospenda il riarmo in corso e tolga la presenza di armi nucleari nelle basi Nato sul territorio italiano. Un primo piccolo risultato concreto si è ottenuto in giugno con l’approvazione di una risoluzione sul disarmo nucleare alla Commissione esteri della Camera, prima proponente Laura Boldrini, che impegna l’Italia a partecipare come osservatore alla conferenza degli Stati aderenti al Trattato Onu a New York (che non era avvenuto nel 2022 a Vienna).

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