Reportage Belfast p6 – Grace, un’esecuzione capitale diventa una dolcissima ballata d’amore

REPORTAGE BELFAST – In Irlanda non ho mai sentito gli U2, nei pub e nei negozi ho sentito più volte “Grace”.

“Grace” è una ballata popolare che ha trasformato una storia tragica in una dolcissima canzone d’amore.

Amore, fedeltà, coraggio, rivoluzione sono i sentimenti che sprigiona questa canzone scritta da Seán e Frank O’Meara, riprendendo un monologo del poeta Joseph Plunkett che, poco prima di essere fucilato, dedicò al suo amore Grace e alla causa della libertà irlandese. Il brano è stato interpretato da numerosi artisti tra cui i Dubliners, Jim McCann, Rod Stewart. La mia interpretazione preferita è quella della voce angelica di Donna Taggart. I tifosi della squadra di calcio scozzese dei Celtic Glasgow ne hanno fatto il loro inno.

Plunkett si unì alla Fratellanza repubblicana irlandese (da cui nacque l’IRA, l’Irish Republican Army) e fu tra coloro che pianificarono la rivolta di Pasqua del 1916 contro gli occupanti inglesi, sottoscrivendo poi il manifesto della Proclamazione della Repubblica d’Irlanda.

L’insurrezione fu repressa nel sangue.

Plunkett fu rinchiuso nella prigione di Kilmainham Gaol e condannato a morte a soli 28 anni.

Era fidanzato con Grace Gifford, una protestante convertita al cattolicesimo.

Grace andò a comprare le fedi nuziali e riuscì a convincere le guardie a consentire la celebrazione del matrimonio tra lei e Plunkett nella cappella del carcere, prima che questi fosse consegnato al boia. “Dai nostri giorni di scuola, ci hanno detto che dobbiamo aspirare alla libertà. Tuttavia, tutto ciò che voglio in questo luogo oscuro è avere te qui con me. Con tutto il mio amore, metto questo anello matrimoniale intorno al tuo dito.” scrisse il poeta.

Rimasero insieme per soli quindici minuti (“Oh, Grace, stringimi nelle tue braccia e lascia che questo memento duri il più possibile. Non ci sarà tempo per condividere il nostro amore poiché dobbiamo dirci addio. Mi porteranno via all’alba e morirò”).

Sette ore dopo Grace “vedeva il suo sangue sopra le rose” ed era già la vedova Plunkett.

Grace militò poi nel Sinn Féin (il partito di riferimento dell’IRA, di cui l’organizzazione paramilitare fu il braccio armato) e per la sua attività politica venne incarcerata per tre mesi (vedi sotto le foto della sua cella, sul cui muro dipinse una Madonna con Bambino).

La canzone parla di amore e di libertà e li fonde in un vincolo indissolubile.

Grace non si sposò mai più.

Il suo amore per Plunkett è eterno.

Come quello di tutte le vere storie d’amore.

Andrea Marsiletti


REPORTAGE BELFAST (di Andrea Marsiletti)

p1: La lotta dipinta sui muri di Belfast. FOTO

p2: Cancelli e filo spinato: il muro che divide Belfast è ancora in piedi. FOTO

p3: Il mio incontro ravvicinato con un combattente dell’IRA. FOTO

p4. Reportage Belfast – L’apparizione di un monastero di clausura nell’epicentro dell’IRA a Falls road. FOTO

p5. Reportage Belfast – Una birra nel pub dell’IRA. FOTO