† Terra Santa 7 – Quel selfie con Maria Maddalena a Magdala… Lenin aveva ragione (di Andrea Marsiletti)

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TeoDaily- Reportage dalla Terra Santa – Per me era inconcepibile andare in Galilea e non recarmi a Magdala, il paese che diede i natali a Maria Maddalena (o Maria di Magdala), la prima testimone che vide il Risorto, la prima apostola, la discepola preferita da Gesù (ma calunniata per secoli anche dalla Chiesa antica, infettata da una società maschilista nella quale la testimonianza di una donna non valeva nulla, tantomeno in tribunale), una divinità paritaria a Gesù in alcuni vangeli apocrifi gnostici.

Non scrivo che mi interessasse più fare l’esperienza di Magdala che del Santo Sepolcro perchè ciò apparirebbe un atteggiamento troppo radical, e Lenin ci ha insegnato che l’estremismo è la malattia infantile del comunismo, però, sotto sotto…

Verso la fine del I secolo Magdala fu colpita da un’alluvione che seppellì l’intera città, che rimasta quindi ben conservata fino al suo recente ritrovamento. E’ per questo motivo che viene chiamata la “Pompei della Galilea”.

E’ qui che nel 2009 è tornata alla luce una delle sette sinagoghe più antiche al mondo, la più antica della Galilea, esistente già nel I secolo (nel pavimento venne rinvenuta una moneta databile all’anno 29), quindi, con ogni probabilità, frequentata da Gesù che predicava nei luoghi di culto ebraico.

Ma il ritrovamento più importante è una pietra scolpita a forma di edificio usata come altare e appoggio alla Torah che sembra riprodurre il secondo Tempio di Gerusalemme, con una delle più antiche rappresentazioni della Menorà ancora esistente.

Guardo la prima fila della sinagoga immaginando quale poteva essere il posto in cui si sedeva il Messiah.

Più avanti c’è la chiesa dedicata a Maria Maddalena.

Si entra accedendo in una stanza sostenuta da otto colonne, sette con inciso il nome di una donna del Nuovo Testamento che partecipò alla vita di Cristo, una senza nome, a rappresentare tutte le donne fino ai giorni nostri.

Le donne colonne vive della Fede. Finalmente.

Dall’altare a forma di barca si apprezza la vista emozionante del lago di Tiberiade.

Esco e vado a raccogliere un pò di sabbia e alcune conchiglie sulla riva del lago. Gesù aveva visto lo stesso skyline che stavo vedendo io e 5 km più in là, a Tagba, era apparso risorto agli apostoli.

Mi trovo in un luogo pazzesco!

Entro dentro un negozietto di souvenier per comprare un magnete di Magdala da appendere sul frigo.

Clamoroso! Niente magneti! Non esistono magneti della Maria Maddalena! Neppure una T-shirt!

“Continuano a farle la guerra!” dico a me stesso, infastidito, invece di apprezzare l’ennesimo insegnamento della Maddalena che nega ogni forma di commercializzazione della religione.

Prima di andare via mi avvicino a due statue ad altezza naturale, una di fianco all’altra, che camminano insieme, quasi mano nella mano: Gesù e la Maddalena.

Al bivio, con le spalle al muro, mi assumo tutti i rischi della scelta, e opto per il selfie con la Maddalena.

Spero di non pagare a caro prezzo questa decisione quando sarò davanti a Dio per il giudizio personale e davanti alla Storia dell’Umanità in quello universale. In quelle occasioni ricordarò sicuramente, a mò di compensazione, il mio impegno in questo mio reportage dalla Terra Santa confidando possa accreditarmi qualche merito.

Però, quanta verità in quelle parole di Lenin…

Andrea Marsiletti


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