† Il peccato originale è sparito dalla predicazione, ma c’è ancora (di Andrea Marsiletti)

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TeoDaily – Di “peccato originale” si parla sempre meno, non ne parla più quasi nessuno, sebbene nella catechesi ufficiale della Chiesa esso è definito “una verità essenziale della fede”.

Sono sempre più rare le citazioni esplicite del peccato originale anche da parte di preti, vescovi e papi, pure quando si spiega il sacramento del battesimo il cui compito primario è quello di rimettere tutti i peccati, a partire da quello originale.

Neppure Papa Ratzinger, notoriamente non un progressista accomodante, cita il peccato originale nel suo lungo intervento dedicato al battesimo. Mai una volta. Come se non esistesse.

E pensare che battesimo e remissione del peccato originale sono inscindibili, al punto che la Catechesi prevede la necessità del “battesimo dei bambini”, che ovviamente non hanno commesso peccati personali, “poiché essi nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale“.

Di conseguenza Sant’Agostino sosteneva che i bambini non ancora battezzati fossero destinati alle fiamme dell’inferno anche se “fiamme mitissime”. Più recentemente, circa cento anni fa, Papa Pio X, poi proclamato Santo, stabilì nel suo Catechismo maggiore che “i bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non è premio soprannaturale né pena; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il Paradiso, ma neppure l’Inferno e il Purgatorio” (a proposito di Limbo, nel 1984 l’allora cardinale Ratzinger smentì Papa Pio X e scrisse che “il limbo non è mai stato una verità definita di fede. Personalmente lascerei cadere quella che è sempre stata soltanto un’ipotesi teologica”).

La Chiesa di oggi è più possibilista sulla salvezza dei bambini morti non battezzati e li “affida alla misericordia di Dio”.

Sono comprensibili le difficoltà della Chiesa a parlare di peccato originale perchè nell’era odierna del dominio assoluto della cultura della razionalità e della tecnologia esso è ritenuto intellettualmente inaccettabile dalla quasi totalità delle persone.

C’è quindi, a mio avviso, una discrasia tra la predicazione pubblica e l’architrave teologica scritta.


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Per la catechesi della Chiesa “il racconto della caduta (Genesi 3 – peccato di Adamo ed Eva, l’albero del bene e del male, il serpente) espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all’inizio della storia dell’uomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori”.

E’ una frase potente che ben pochi preti oggi ardirebbero pronunciare in un’omelia domenicale.

Così come è ostico accettare che la colpa di Adamo ed Eva possa tramandarsi nell’uomo: “Sulle orme di san Paolo la Chiesa ha sempre insegnato che l’immensa miseria che opprime gli uomini, la loro inclinazione al male e l’ineluttabilità della morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che è « morte dell’anima”.

Il peccato remoto di Adamo è quindi diventato il peccato di tutti i suoi discendenti attraverso i secoli. Ciò può risultare credibile solo con un’obbedienza dogmatica che la Chiesa continua a richiedere ritenendola centrale nella sua dottrina ufficiale: “La trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno. Sappiamo però dalla Rivelazione che Adamo aveva ricevuto la santità e la giustizia originali non soltanto per sé, ma per tutto il genere umano: cedendo al tentatore, Adamo ed Eva commettono un peccato personale, ma questo peccato intacca la natura umana, che essi trasmettono in una condizione decaduta. Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione a tutta l’umanità, cioè con la trasmissione di una natura umana privata della santità e della giustizia originali. Per questo il peccato originale è chiamato «peccato» in modo analogico: è un peccato «contratto» e non «commesso», uno stato e non un atto.
Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l’uomo verso Dio”
.

Il peccato originale è omesso dalla predicazione della Chiesa di oggi, ma non è quindi rimosso dalla catechesi di cui ne è un pilastro insieme al battesimo che lo cancella e alla spiegazione dell’ingresso del male nel mondo.



Queste frasi sono mazzate per la nostra razionalità.

Ma su questi misteri non c’è ragione che tenga.

La catechesi della Chiesa è una, ogni dogma e insegnamento sono legati tra loro e giustificati gli uni dagli altri.

Bisogna avere l’umiltà di accettarli o il coraggio di rifiutarli.

Bisogna decidere se far parte della Chiesa o avere il coraggio di starne fuori.

Andrea Marsiletti

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