Mike funziona, la comunicazione di Michele Guerra non è “like Mike” (di Andrea Marsiletti)

Carbognani
Lombatti
Michele Guerra con in mano il simbolo della lista "Michele Guerra sindaco"

Dopo aver scritto sulla comunicazione di Dario Costi (leggi: La comunicazione mistica e minacciosa di Dario Costi, la Giovanna d’Arco delle comunali di Parma), provo a fare qualche riflessione su quella di Michele Guerra.

L’altra sera alla fine della festa del centrosinistra al Postwar è andata in onda una scena che non vedevo da qualche anno, dai tempi migliori del renzismo e del salvinismo: la fila per fare il selfie con Michele Guerra.

Non solo i candidati per il consiglio comunale per postarla sui loro social, ma anche ragazze, mamme, adulti si mettevano in ordinata fila per scattare la foto con Mike. Lui, con quella giacca scura sopra la T-Shirt, che è un pò il suo look distintivo, esaudiva fino all’ultima richiesta.

Chi l’avrebbe mai detto che il professore di cinema dell’Università e il coordinatore della kermesse di Parma Capitale della Cultura 2020+21, che in questi anni abbiamo sempre visto a una mostra, a teatro, in chiesa o dietro una cattedra riuscisse a fare del rapporto diretto con i cittadini il punto di forza della sua campagna elettorale. Già perchè Mike è empatico quando sta tra la gente, visite le aziende agricole, parla con gli operai con indosso il giubbotto da cantiere fosforescente o con le rezdore nei mercati.

Ci sono due comunicazioni di Guerra in questa campagna elettorale, diverse, anche nei risultati.

La prima è quella di cui sopra, naturale, tutta sua, che conduce in prima persona e sta funzionando bene.

La seconda è quella social e stampa che ancora deve trovare il registro giusto e, a mio giudizio, pecca di incisività. Non è all’altezza di Mike, non è “like Mike“.

A distanza di due settimane dalla presentazione e a tre dal voto, poi, è sottotraccia la comunicazione della lista civica “Michele Guerra Sindaco”, la lista del sindaco, l’opzione civica per i parmigiani che vogliono votare Guerra ma non vogliono votare Pd e Effetto Parma, chiamata a dare il valore aggiunto.

Nata dal nulla in poco tempo sulla scia dello slogan della campagna “Scelgo il futuro”, composta da candidati con un’età media di 34 anni, è quella dalle maggiori potenzialità di crescita all’interno della coalizione ma finora si è vista poco.

Viceversa il Pd, oltre ad aver adottato Guerra con una convinzione solo due mesi fa inimmaginabile, senza fare fuochi di artificio, goccia dopo goccia, ogni giorno è sui giornali e sui social e trasmette una compattezza interna che è ciò che più di ogni altra cosa gli chiedono i suoi elettori, forse l’unica, da vent’anni. E’ accreditato di un risultato elettorale importante che c’è da scommettere ci sarà.

E pensare che non dovrebbe essere difficile fare la comunicazione della lista “Michele Guerra sindaco”.

Basta far sapere che c’è ed è la lista di Mike.

Ma sarebbe troppo facile.

Troppo facile fare le cose facili…

Andrea Marsiletti